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RIFORMA PENSIONI RENZI/ Esodati, prestito previdenziale o assegni ridotti: tutte le ipotesi del governo. Oggi 7 luglio 2014

Sulla questione esodati c’è l’impegno del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, pronto a trovare una soluzione per offrire un paracadute a 32.100 lavoratori. Ecco le ipotesi.

Il ministro Poletti (InfoPhoto) Il ministro Poletti (InfoPhoto)

Si torna a parlare di esodati, ma i tempi stringono. Sulla questione c’è un progetto di legge, ora passato al Senato dopo il vaglio della Camera: una soluzione per offrire un paracadute a 32.100 lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione dopo le modifiche apportate dalla riforma Fornero. Si parla di estendere la salvaguardia anche i lavoratori che hanno cessato la loro attività con contratti a termine, mentre prima erano compresi solo quelli a tempo indeterminato. Ma si pensa a diverse ipotesi per porre un rimedio complessivo a tutti gli esodati. Tra queste in ballo c’è il cosiddetto prestito previdenziale a cui starebbero pensando i ministeri del Lavoro e dell’Economia insieme all’Inps e al governo: si immagina di mandare in pensione le persone alle quali mancano ancora due anni al conseguimento dei requisiti (66 anni e 3 mesi di età o 42 di contributi) con l’Inps che intanto inizia subito a pagare la pensione piena. Il lavoratore in pensione, dal canto suo, si impegna a restituire a rate e senza interessi l’anticipo che gli viene concesso, magari decurtando una piccola somma al mese dall’assegno previdenziale. Altro provvedimento di cui si sta parlando, contenuto nel Ddl sulla riforma della Pubblica amministrazione ma precedentemente stralciato dal governo, è quello che prevedere per tutti i lavoratori la possibilità di lasciare l’impiego in anticipo rispetto ai requisiti previsti dalla riforma Fornero. L'assegno verrebbe però calcolato con il metodo contributivo e non retributivo, con una perdita in media del 25-30%.

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