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Lavoro

DISOCCUPAZIONE/ Damiano: cancelliamo l'Irap per creare più lavoro

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Ritengo che la Garanzia Giovani vada utilizzata bene. Si tratta di risorse da un miliardo e mezzo, facciamo in modo che non si trasformino in incentivi per chi fa un colloquio, ma vada a quei Centri per l’impiego e le agenzie interinali che offrono un posto di lavoro, magari anche a termine, ma che sia tangibile. Oppure a quell’imprenditore che assume stabilmente una persona giovane, e allora gli diamo un incentivo in più per aiutarlo su quella strada. Va inoltre applicato quanto abbiamo fatto di recente con il ministro Carrozza, a partire dall’alternanza scuola-lavoro.

 

Pensa che cambierebbe qualcosa con l’abolizione dell’articolo 18?

La ritengo una battaglia di retroguardia, la vera questione è un’altra. I contratti a tempo indeterminato vanno resi economicamente convenienti, riducendo il costo del lavoro. Occorre cioè continuare sulla strada della diminuzione dell’Irap, in quanto il costo del lavoro stabile deve essere inferiore a qualsiasi altra forma di occupazione, escluso ovviamente il lavoro nero.

 

Che cosa ne pensa del contratto a tutele crescenti inserito nel Jobs Act?

Noi come gruppo del Pd abbiamo già depositato nella scorsa legislatura una proposta di legge, la cui prima firmataria è il ministro Marianna Madia, che comprende un contratto a tutele crescenti. Valuto questa proposta in modo positivo. Il contratto prevede un periodo di prova anche lungo, fino a tre anni, terminato il quale l’imprenditore fa una scelta: o lascia a casa la persona perché non idonea alla comunità aziendale, oppure la conferma. Nel momento in cui la conferma quella persona è a tempo indeterminato. Ciò significa che va bene per la comunità perché è stata verificata la sua attitudine per un periodo di tre anni.

 

(Pietro Vernizzi)

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