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RIFORMA PA/ Così i giovani possono "riattivare" lo Stato

Dopo il via libera della Camera, il decreto sulla riforma della Pubblica amministrazione è stato convertito in legge. Ne vediamo i punti principali con LUIGI MARINO

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Dopo il via libera della Camera, il decreto sulla riforma della Pubblica amministrazione è diventato legge. Durante l’iter parlamentare non sono mancate delle sorprese: al Senato, per esempio, il ministro Madia ha soppresso alcuni emendamenti, tra cui quello che consentiva a 4.000 lavoratori della scuola di andare in pensione il prossimo 1° settembre con la cosiddetta “Quota 96”, rimediando a un errore tecnico della legge Fornero. Il decreto contiene comunque misure importanti. Abbiamo cercato di capirne la portata con Luigi Marino, Senatore appartenente al gruppo “Per l’Italia” e componente della Commissione Bilancio.

Senatore, il decreto di riforma della Pa è stato definitivamente convertito in legge dal Parlamento. Quali sono, secondo lei, i punti più importanti capaci di dare una “svolta” in questo settore?

Con questo decreto, si introducono regole valide per tutti i settori dell’amministrazione, attraverso interventi per accrescere la formazione dei dipendenti pubblici con il potenziamento e la riorganizzazione della Scuola nazionale dell’Amministrazione e perseguire l’imparzialità dei meccanismi concorsuali di assunzione nell’impiego pubblico, con la previsione del concorso unico, insieme a quelli che riguardano l’introduzione di procedure selettive per i contrattisti a termine.

Ci sono altre misure importanti?

Ve ne sono alcune generali, quali ad esempio la soppressione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con l’accorpamento dei poteri all’Autorità nazionale anticorruzione. A quest’ultima, infatti, sono attribuiti, tra gli altri, poteri di controllo più incisivi in ordine alla trasparenza e alla corretta aggiudicazione degli appalti ridefinendone le attribuzioni, indicandone una missione precisa e conferendole poteri di intervento molto forti, per attuare la normativa vigente in materia di trasparenza, di incompatibilità e di inconferibilità degli incarichi nel settore pubblico. Infine, il provvedimento ribadisce l’obbligo della trasparenza alle società controllate e partecipate dallo Stato e dagli enti pubblici e dispone la riduzione del 50% dei contingenti complessivi dei distacchi, aspettative e permessi sindacali nella Pubblica amministrazione.

Ci si può fermare qui oppure occorrono altri interventi nella Pubblica amministrazione?