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Lavoro

Riforma pensioni/ Esodati, flessibilità, prestito e pensioni d'oro: ecco gli "ostacoli" per Poletti e Renzi

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Il problema del prestito pensionistico è la ristrettezza delle risorse entro cui potrebbe essere attuato. Se noi parliamo di un prestito di 600/700 euro, ci si rende subito conto che siamo poco al di sopra della pensione minima e quindi è difficile immaginare che ci siano molti volontari disponibili ad andare in pensione con questo tipo di somma. D’altra parte non possiamo neanche alzarla troppo, perché la conseguenza sarebbe che la restituzione che poi dovrebbe essere fatta una volta maturati i requisiti diventerebbe troppo onerosa. Nel nostro sistema, che eroga pensioni mediamente piuttosto basse, è quindi difficile andare a ritagliare dei margini per un prestito pensionistico.

 

Infine, la questione della flessibilità per quanto riguarda l’età pensionabile. Lei che cosa ne pensa?

Il problema della flessibilità riguarda sempre le risorse disponibili, e poi bisognerebbe vedere il tipo di penalizzazione, cioè quale effettivamente potrebbe essere la sua entità. Se la penalizzazione è troppo elevata la flessibilità non serve perché nessuno la utilizzerà. Quindi o ci sono risorse aggiuntive, e quindi questa può essere una soluzione interessante, oppure se si gioca esclusivamente a bilancio invariato non ci saranno volontari per utilizzare questi strumenti di flessibilità.

 

(Pietro Vernizzi)

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