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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Pigi Battista: Renzi “sorprassa” la Fornero (a sinistra)

Per PIERLUIGI BATTISTA, l’apertura del governo a un’uscita flessibile dal mondo del lavoro è un passo indietro e implica la distruzione dell’unica riforma fatta in Italia negli ultimi anni

Elsa Fornero e Mario Monti (Infophoto)Elsa Fornero e Mario Monti (Infophoto)

“Ma quindi con la controriforma delle pensioni si cambia verso (la Cgil)?”. È il tweet ironico con cui Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, ha commentato le dichiarazioni del ministro del Welfare, Giuliano Poletti, sul tema delle pensioni. Quest’ultimo aveva affermato: “Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alle diverse situazioni”. E aveva aggiunto il ministro: “Un conto è parlare di esodati, ovvero di persone rimaste in mezzo ad un guado in seguito al varo della riforma, un conto è parlare di situazioni socialmente problematiche come quelle ad esempio di chi ha perso il lavoro in età avanzata ma non tanto da poter accedere alla pensione. Per questo abbiamo individuato strumenti differenziati”.

Pierluigi Battista, perché ritiene che sulle pensioni il governo stia pensando a una controriforma?

Le affermazioni del ministro Poletti implicano un venir meno del pilastro della riforma Fornero, che è l’aumento dell’età pensionabile. Questa è una delle ragioni dello scontro tra Cottarelli e il governo. La flessibilità delle pensioni è un aggravio di spesa e ciò rappresenta un problema. La Cgil si è sempre scagliata contro il nucleo della riforma Fornero, cioè l’innalzamento dell’età pensionabile. Con una serie di deroghe si sta arrivando alla virtuale cancellazione di questo innalzamento.

In che senso il governo Renzi “cambia verso la Cgil”?

Il mio “cambia verso la Cgil” era ironico, perché il governo Renzi è riconosciuto per il fatto di aver voluto dare una spallata alla concertazione e non lasciarsi imprigionare dalle corporazioni di Cgil e Confindustria. Eppure su un tema fondamentale per la spesa pubblica quali sono le pensioni ha un atteggiamento più elastico. L’aumento dell’età pensionabile è stato probabilmente il provvedimento più importante del governo Monti, ora si ritorna indietro.

La riforma però ha prodotto conseguenze sociali come il problema degli esodati…

E’ vero che la riforma ha provocato il problema degli esodati, che era però una questione una tantum. Si è trattato di persone che erano state lasciate a casa dal datore di lavoro nell’ottica di un prepensionamento, e invece poi l’età pensionabile è stata innalzata e sono rimaste senza lavoro né pensione. Questo è un fenomeno che si è via via ridotto, è stato uno degli effetti collaterali più negativi, ma il cuore della riforma Fornero è l’innalzamento dell’età pensionabile che ha delle profonde ripercussioni sui conti pubblici. Ciò cui stiamo assistendo è una progressiva demolizione di quel principio.

Renzi fa questa controriforma perché teme un autunno caldo sindacale proprio mentre la riforma del Senato sarà discussa in seconda lettura?


COMMENTI
02/08/2014 - A quando il casino? (Luigi PATRINI)

Il casino scoppierà tra qualche anno, quando chi lavora non pagherà più la pensione a chi non lavora più e chi lavora ancora si accorgerà che lui la pensione se la sognerà. Però! Bravo Renzi! Complimenti!