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SPILLO/ Riforma pensioni e ammortizzatori sociali, tutti gli ostacoli "made in Italy"

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Per quanto attiene il sistema dei servizi al lavoro si può operare allargando la possibilità di fornire servizi pubblici anche alle Agenzie per il lavoro che vorranno accreditarsi. Il sistema di regolazione lombardo ha già sperimentato negli ultimi anni questo modello con risultati eccellenti. La stessa Garanzia Giovani lo indica come proposta per ottenere da subito una rete estesa di sportelli di servizi. Solo i pasticci introdotti dalle singole regioni frenano una vera sperimentazione di collaborazione generalizzata fra pubblico e privato. A sostegno della efficienza, efficacia ed economicità di tale modello servono regole per l’accreditamento, un sistema di costi standard che permetta i rimborsi per una quota di servizi universalmente riconosciuti e un compenso significativo solo a risultato raggiunto.

Fatto ciò resta però la questione principale che richiede una revisione profonda delle risorse in campo. Oggi gli ammortizzatori sociali sono finanziati solo da una parte delle imprese. A queste risorse, per estenderne l’efficacia, si è aggiunta una quota di risorse prese dalla fiscalità generale e una quota dal Fondo sociale europeo. Anche così si è arrivati a coprire solo una parte, per quanto significativa, di lavoratori in difficoltà ma non la totalità. Ricordiamo i numeri europei. Siamo il 7% della popolazione mondiale, produciamo il 25% del Pil e consumiamo il 50% della spesa di welfare. Il sostegno al reddito per le fasi di difficoltà (salute, anzianità e lavoro) è la base di questo nostro sistema e in Italia chiede di essere rivisto per essere esteso e reso sostenibile senza nuove tasse. Da qui la necessità di usare tutti gli strumenti: recupero di evasioni, risparmi su spese sociali inutili, tagli ai costi dei servizi, ecc.

Oggi, però, nelle famiglie la pensione del nonno paga i libri di scuola del nipote. Si può quindi pensare che per fare decollare un nuovo modello si possa anche ricorrere a contributi di solidarietà di chi costa troppo rispetto al sistema? Certo, deve essere chiaro che parte un nuovo modello per tutti e si deve poter verificare che i fondi vadano ai nipoti e non a mantenere burocrazie inefficienti. 

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