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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Proietti (Uil): flessibilità e bonus, le nostre richieste per ottobre

Per DOMENICO PROIETTI, la flessibilità in uscita è molto importante e la Uil propone un range tra 62 e 70 anni, dentro al quale il lavoratore può scegliere se andare in pensione

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I sindacati dicono sì alla flessibilità sulle pensioni, mentre si oppongono all’ipotesi di un prelievo per finanziare gli esodati. “Lasciate in pace i pensionati, la pazienza è finita. Ci mobiliteremo”, ha scritto su Twitter Carla Cantone, segretario generale di Spi Cgil, la quale aveva già sottolineato che “un intervento sulle pensioni retributive è inaccettabile”. I segretari generali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil aggiungono: “Attendiamo una smentita da parte del presidente Renzi e della ministra Madia”. Il Governo sembra in effetti che non voglia alla fine intervenire sulle pensioni. Ne abbiamo parlato con Domenico Proietti, segretario confederale Uil.

Che cosa ne pensa della proposta del ministro Poletti di una flessibilità nelle pensioni?

La flessibilità in uscita è molto importante, noi la proponiamo da tanto tempo, e prendiamo atto del fatto che il ministro Poletti ci sta riflettendo. Riteniamo che in occasione della legge di stabilità si debba passare ai fatti. Noi proponiamo un range tra 62 e 70 anni, dentro al quale il lavoratore può scegliere se andare in pensione.

È giusto prevedere sistemi di penalizzazione?

Se un lavoratore si ritira prima prenderà una pensione più bassa perché avrà versato meno contributi, se arriva fino al tetto dei 70 anni prenderà una pensione più sostanziosa. Ciò permetterebbe di risolvere numerosi problemi, come quello degli esodati e dei lavori usuranti. È impensabile che un operaio edile stia su un tetto fino a 67 anni o che un 68enne possa guidare uno scuolabus.

Quali altri effetti benefici si produrrebbero prevedendo un range tra 62 e 70 anni?

Si ristabilirebbe un principio di flessibilità molto utile al sistema e si ristabilirebbe almeno un parziale turnover. Uno dei motivi della crisi occupazionale di questi anni è legato anche al fatto che c’è stato un blocco del turnover a tutti i livelli. Per tutti questi motivi, noi siamo favorevoli a una reintroduzione della flessibilità.

Lascerete che il governo segua i suoi tempi o premerete perché si acceleri su questa strada?

Noi pensiamo che si debba accelerare perché il quadro è abbastanza chiaro e riteniamo che all’interno della legge di stabilità si possa definire un provvedimento che risponda a queste esigenze.

Renzi ha detto che le pensioni in questo momento non sono la priorità. È un modo per evitare di affrontare i problemi?