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Lavoro

JOBS ACT/ Due proposte che "piacciono" alle pmi

La riforma sul lavoro è urgente per lo sviluppo del nostro paese. TIZIANO BARONE riflette sui punti essenziali su cui investire per tornare a crescere. Due proposte

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La riforma sul lavoro è urgente per lo sviluppo del nostro paese. Riparte la discussione parlamentare sul Jobs Act con la determinazione a chiudere entro l'anno l'approvazione della riforma sul mercato del lavoro dalla quale ci attendiamo una parola definitiva circa la consistenza del cambiamento proposto. Tra i punti in discussione interessa la decisione di avviare la riforma e il collegamento tra maggiore flessibilità ingresso/uscita, politiche passive e servizi per l'impiego. 

Partiamo dall’esigenza della riforma e dai modelli di esecuzione adottati. 

Un bel libro di Luca Ricolfi, L’enigma della crescita, nell'analizzare i fattori della crescita dei paesi appartenenti all’Ocse, chiarisce le ragioni che stanno alla base della scelta di riformare i sistemi per ritornare a crescere. 

La crescita del reddito delle economie sviluppate (paesi Ocse) dipende positivamente da tre fattori, il primo è rappresentato dalla qualità del capitale umano, il secondo sono gli investimenti diretti esteri che misurano il contributo del capitale straniero alla crescita, il terzo elemento è la qualità delle istituzioni economiche legata al funzionamento della giustizia civile e agli oneri burocratici imposti alle imprese. Le forze che intervengono negativamente sono le tasse ed il livello di benessere acquisito inteso come reddito pro capite. Le forze prese in considerazione tendono a spiegare l’evoluzione della crescita fino all’84% e la parte restante viene spiegata dagli investimenti in ricerca e sviluppo, dall’equilibrio dei conti pubblici, dal funzionamento del mercato del lavoro, dalle disuguaglianze e lo stato sociale, dalla corruzione, dal capitale sociale.

Che cosa deve fare una società avanzata per tornare a crescere? I paesi giovani nello sviluppo sono ancora lontani agli standard di vita che desiderano raggiungere. I Pigs sono costretti a crescere per evitare il fallimento ed i problemi sociali si possono affrontare solo con la crescita del reddito. Senza crescita le tensioni sociali diventano drammatiche ed il nucleo dell'azione politica diventa la redistribuzione del reddito (es. 80 euro e reddito di cittadinanza). Un paese per crescere o contrastare il rallentamento della crescita può fare investimenti in istruzione, ridurre le tasse sul lavoro e impresa, migliorare le proprie istituzioni di mercato (riforma dell'istruzione e del lavoro). Le proposte vanno bene sia ad un governo di destra che di sinistra. Il punto è il tempo di esecuzione. Puntare all'istruzione implica risultati in un periodo lungo (15/20 anni). Puntare sulle istituzioni di mercato con liberalizzazione del mercato del lavoro e delle professioni può aumentare la produttività in pochi anni, riformare la giustizia richiede più tempo. Con la riduzione delle tasse i cambiamento sono rapidi (1 punto di Pil richiede 12 punti di tasse in meno). 

In conclusione. Un paese per tornare a crescere dovrebbe individuare i suoi ritardi ed intervenire. Nel trasferimento tecnologico i paesi che seguono, i followers, hanno il vantaggio di copiare quanto prodotto dai paesi che sono avanti. Quanto vale nel trasferimento tecnologico può valere anche nel trasferimento istituzionale ovvero assetti economici, sociali, culturali, giuridici che distinguono i vari paesi e influenzano il tasso di crescita.