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Lavoro

DIMISSIONI BONANNI/ L'addio "sospetto" tra articolo 18 e Renzi

Oggi Raffaele Bonanni presenterà le proprie dimissioni da Segretario generale della Cisl, in un momento particolare per il fronte sindacale. La riflessione di JUANFRAN VALERON

Raffaele Bonanni (Infophoto)Raffaele Bonanni (Infophoto)

Sembrava una “sparata” di Dagospia, ma nell’arco di poche ore è diventata una notizia: Raffaele Bonanni presenterà oggi le proprie dimissioni da Segretario generale della Cisl. Un fulmine a ciel sereno che solleva più di un interrogativo. E si spera che una qualche risposta possa arrivare dalla riunione della segreteria confederale con i responsabili delle categorie e delle strutture regionali convocata per oggi.

Non dimentichiamo che il sindacalista abruzzese ha guidato la Cisl in un periodo non proprio semplice per il mondo del lavoro italiano. Prendendo decisioni talvolta coraggiose, a costo di minare l’unità sindacale, e forse le certezze interne al suo stesso sindacato. Importante è stato l’appoggio che ha dato al progetto (ancora non definitivamente compiuto) di mantenere un’importante quota di produzione di automobili in Italia. Così come l’ambizione di poter arrivare a un sistema di partecipazione dei lavoratori al capitale (e alle decisioni) di una grande azienda, proprio come avviene in altri paesi occidentali. O il supporto dato per portare in porto la privatizzazione di Alitalia (dagli esiti poi disastrosi) e il suo matrimonio con Etihad.

Ancor più coraggiosa, forse, l’iniziativa presa all’interno stesso della Cisl per razionalizzare, tagliare gli sprechi, snellire le strutture ed evitare di diventare un “carrozzone” finanziato coi soldi degli iscritti, lavoratori o pensionati che siano. Certo, qualcuno non dimentica la lotta alla precarietà trasformatasi in una battaglia per rendere più costosi i contratti flessibili: quasi un autogol in un periodo in cui l’occupazione continua a scendere. Tutto sommato, però, Bonanni sembrava riuscire a guidare bene e in una direzione di rinnovamento la Cisl. Perché allora abbandonarne il timone?

Fortemente collegata a questa domanda ve n’è un’altra: perché lasciare proprio ora? Siamo infatti nel pieno di uno “scontro” Governo-sindacati e nel turbine di un dibattito riguardante l’articolo 18, considerato un vero e proprio “totem” per le organizzazioni sindacali. In merito, Bonanni nei giorni scorsi aveva fatto capire di non gradire né l’atteggiamento di Renzi, poco propenso al confronto e alla concertazione, né il tanto discusso emendamento al Jobs Act presentato dall’esecutivo che sta dividendo lo stesso Pd. Che sia proprio questo contesto ad averlo portato a lasciare la segreteria con largo anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato?


COMMENTI
24/09/2014 - Bonanni (LUISA TAVECCHIA)

... magari ce lo ritroviamo Presidente dell'INPS??? ciao luisa

 
24/09/2014 - Forse, ...però! (Luigi PATRINI)

Forse Tonino Russo esagera un po', però non ha tutti i torti a segnalare, indirettamente, le responsabilità della casta-sindacato. Spesso, purtroppo, a fare il sindacalista (ne ho conosciuti tanti) erano persone che non facevano volentieri il loro lavoro e che cercavano, più che un serio impegno, molti piccoli o grandi privilegi. Per carità, non erano tutti così e forse generalizzare è sbagliato. Del resto è altrettanto sbagliato generalizzare il giudizio negativo anche sui politici, perché ce ne sono stati anche tra i politici di persone oneste e per bene. A proposito dei privilegi sindacali, ne ho saputo uno che stento a credere: è vero che chi era assunto dal Sindacato-datore-di-lavoro anche dopo un solo anno prendeva vita natural durante una integrazione aggiuntiva alla sua pensione di non-lavoratore? Ci fosse stata una tangentopoli anche per il sindacato! ...ma del sindacato la sinistra non può parlar male e la destra ...tace, perché le sue colpe le impediscono di dire qualunque cosa!

 
24/09/2014 - art.18 e dimissioni di bonanni chi se ne frega (TONINO RUSSO)

dimettetevi tutti quanti avete portato solo danno a questo paese, una volta eravamo rispettati in tutto il mondo, adesso siamo derisi. politici sindacati banche giustizia lenta e burocrazia avete rovinato tutto, quando un direttore d'azienda porta danno lo cacciano a calci in culo e voi invece continuate a prenderci x il culo,e a prendervi i vostri bei stipendi quanto ci costa lo stipendio di bonanni non si sa' certo i vostri polli li avete addestrate bene. boom di fallimenti boom di disoccupati boom di poveri boom di tasse boom di cassimtegrati secondo voi chi paghera' questo conto? i soliti italiani? tanto ormai sono cosi'malati di questo sistema che non riescono piu' a distinguere il bene dal male italiani svegliatevi e da 40 anni che ci prendono x il culo.