BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

SPILLO/ Se l'articolo 18 si supera con l'Erasmus

InfophotoInfophoto

Ben il 64% dei datori di lavoro coinvolti nella ricerca ha sottolineato, inoltre, come i laureati con una preparazione internazionale si vedono attribuire più spesso una maggiore responsabilità professionale. Dieci anni dopo la laurea, infatti, ben il 77% degli ex studenti Erasmus intervistati occupa posizioni di leadership, e la probabilità di occupare posizioni manageriali è superiore del 44% rispetto a quei colleghi che non hanno partecipato a tale programma.

La mobilità da studenti promuove, inoltre, la mobilità lavorativa. Si pensi che il 40% degli ex studenti Erasmus ha cambiato Paese almeno una volta dopo la laurea rispetto al 23% dei giovani che non hanno fatto tale esperienze e, in ogni caso, il 93% dei primi non esclude a priori di andare a vivere all’estero in futuro. 

Il rapporto, però, ci parla, tuttavia anche (giustamente) del “doposcuola”, segnalandoci come il 33% degli ex studenti Erasmus ha un partner stabile di nazionalità diversa dalla propria (una percentuale di quasi tre volte superiore rispetto al resto del campione), e il 27% di questi lo ha incontrato proprio durante il soggiorno all’estero.

Tutto ciò premesso viene, quindi, da chiedersi se, e quanto, questi ragazzi e ragazze possano essere realmente interessati al vecchio, e ormai superato dalla storia e dai fatti, dibattito novecentesco sull’articolo 18, probabilmente poco comprensibile al di là delle Alpi. La crescita di un Paese, e la sua capacità, quindi, di creare lavoro, sembra, infatti, dirci la “Generazione Erasmus”, si fonda non tanto su regolamentazioni giuridiche (per quanto importanti), ma sulla capacità di una comunità nazionale di leggere con speranza e fiducia il futuro e questo mondo globale con tutte le sue opportunità.

Riuscirà, quindi, al di fuori di una facile retorica, il giovane Matteo a mettere questi sogni e aspirazioni di una generazione in un programma di governo da realizzare passo dopo passo o avrà, anche lui, bisogno di fare un “periodo Erasmus” a Berlino?

 

In collaborazione con www.amicimarcobiagi.com

© Riproduzione Riservata.