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Lavoro

Dobbiamo aiutare i giovani a riscoprire il lavoro manuale

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Ad esempio, con la ricerca di autentici maestri, che ci aiutino a riconsiderare con più chiarezza di che pasta è fatto il lavoro manuale, a vedere cosa c’entra col nostro desiderio di realizzazione, a scorgere le vette espressive e di efficacia alle quali può portarci il nostro impeto umano e professionale, se siamo seriamente disponibili a imparare.

 

E il volume come si pone in questo percorso?

I protagonisti che Paola Caravà fa parlare ci fanno compiere, prendendoci per mano, un pezzo del cammino necessario a comprendere che proposta possa essere il lavoro manuale per ciascuno di noi. Lasciando parlare le mani stesse delle proprie imprese, di ciò che le mette in moto, di ciò che hanno saputo realizzare.

 

Perché potrebbe essere una svolta rispetto a decenni di avversione verso il lavoro manuale?

Perché ciò che sblocca una mentalità, che trascina diversamente la nostra affezione, è l’imbattersi in esempi positivi e concretamente percorribili. Poter riscoprire i mestieri in questo modo, così affascinante e mai “in odor di predica”, può costituire una possibilità interessante per tutti i giovani disposti ad attingere all’esperienza di chi sa fare, sa realizzare ed è disposto a raccontarlo. In definitiva il volume, se letto senza pregiudizi, può essere una bussola per orientare molti a prendere la decisione più importante della loro vita: accettare di essere educati e di mettersi in moto verso la scelta del proprio lavoro. 

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