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RENZI vs SINDACATI/ I numeri che fanno perdere il premier

Il Governo di Matteo Renzi ha preso di mira i sindacati, sostenendo che occorre cambiarli. Ma è questo che vogliono davvero gli italiani? Il commento di GERARDO LARGHI

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In questa fine estate, o meglio nel lungo autunno che quest’anno ha collegato maggio a settembre, il Governo Renzi, un po’ a corto di polemiche e avendo pochi problemi da affrontare e dunque un sacco di tempo libero, ha lanciato sul tappeto la sua guerra al sindacato. Tra un twittio sul niente, un selfie e un bagno di acqua gelata, i sindacati sono stati dichiarati inutili e vecchi. Qualche critico ci ha aggiunto che sono anche impopolari. Ohibò, vien da chiedersi: che anche la piovosa e grigia stagione che abbiamo alle spalle sia da addebitare alla Trimurti, al Triangolo della Morte rappresentato da ABC, al secolo Angeletti, Bonanni, Camusso?

Tornando seri, e soprattutto tornando alla realtà quotidiana, vale la pena, per capire quel che sta succedendo, a partire da una frase dal sen fuggita al ministro Madia, la quale, nella sua giovinezza beata, forse non ne ha calcolato appieno il peso. Il Ministro, intervistato sulle supposte reazioni sindacali ai tagli degli esoneri nel settore pubblico, ha risposto che «i cittadini dopo la politica ci chiedono di cambiare i sindacati». Ecco il punto: “i cittadini ci chiedono”, o meglio il punto è quel “ci”, cioè “a noi, al Governo”. In quel pronome, in quella parolina c’è la radice del fallimento, finora, delle politiche economiche e sociali del Governo Renzi. Intendiamoci, fallimento rispetto ai metodi (sussidiarietà, attenzione ai corpi intermedi) e ai tempi che esso ci (traduciamo: “a noi cittadini”) aveva promesso, ai contenuti che ci (idem come sopra) aveva garantito, alla velocità che si (cioè: “a lui stesso”) era imposto.

Se domani tutto magicamente cambiasse, cambierebbe certo anche il nostro giudizio, ma finora, a sei mesi dalla sua salita al potere, il sentimento comune è che il Governo abbia fallito sugli obiettivi che interessano gli italiani. Che non abbia centrato il bersaglio o che abbia sbagliato sagoma poco importa, il fatto è che stiamo precipitando nella crisi economica e la sola risposta ottenuta è la conferma di politiche già sperimentate negli anni scorsi; che interi settori produttivi (farmaceutico, chimico, per dirne alcuni) sono spariti dall’Italia e non c’è traccia di politica industriale o di politica energetica; che stiamo perdendo quote di mercato estero e finora la sola idea per il decisivo rilancio di quello interno sono stati gli 80 euro, in gran parte finiti nelle tasche, avide e vuote, degli enti locali che hanno aumentato finché hanno potuto le tasse; che ci sarebbe bisogno di lavoro e il Governo si avvita in una polemica interna sull’articolo 18, risolvendola poi con il classico metodo del “benaltrismo” e quindi rinviando il tutto sine die.


COMMENTI
28/09/2014 - epperò (z314 george)

L'articolo mette in luce i difetti di Renzi e del suo governo, troppi annunci, ritardi rispetto le previsioni e così via elencando... a scanso di equivoci, non sono un fans di Renzi e i difetti riportati nell'articolo li riconosco tutti (forse un paio no)... epperò... io spero che Renzi riesca a fare almeno il 50% di quello che dice in almeno il quadruplo del tempo che preventiva! I difetti del governo Renzi sono la pagliuzza contro la trave dei sindacati (tutti, non solo i confederali, si chiamano ancora così?)... non sto quì ad elencarli perché mi dilungherei troppo! I difetti del governo Renzi sono comuni alla classe politica italiana tutta ed a tutto il carrozzone para-politico che, insieme a tutta la "classe dirigente" di questo paese, gli sta' intorno. Renzi cerca di passare sopra l'errore fondamentale degli italiani: pensare che la democrazia sia un'orgia di parole discorsi dibattiti senza capo né coda, senza necessità di una sintesi... come se parlarne o dibatterne fosse la soluzione dei problemi! Senza contare che se io dico rosso tu dici giallo, ci accordiamo per arancione, è molto democratico, ma la realtà è che, anche se giallo e rosso sono soluzioni, non significa che lo sia anche arancione! Il non capire questo è la radice prima di TUTTI i mali che ammorbano l'italietta del XX e XXI secolo! PS nelle aziende con meno di 15 addetti si può essere licenziati in 1 ora (60 min), senza CIG, esodi, o quant'altro... esperienza personale! Mi chieda cosa penso dell'art.18!