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Lavoro

BUSTA PAGA/ Ottobre, in arrivo una "rapina" per aziende e dipendenti

Il Fondo di solidarietà residuale dell’Inps è diventato pienamente operativo. E ci saranno degli effetti sulle buste paga di ottobre. LUCIANA D’AMBROSIO ci spiega di cosa si tratta

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Con il mese di settembre 2014 è diventato pienamente operativo, quanto meno nell’attività di riscossione, il Fondo di solidarietà residuale dell’Inps, istituto previsto dalla cosiddetta Riforma Fornero (L. 92/2012), che continua così a far sentire i suoi effetti, anche se in questo caso, e almeno nell’immediato, non appaiono benefici. Oggi il tema è tornato di attualità perché l’Inps ha dato il via libera ai primi versamenti dovuti al fondo entro il 17/11/2014, con un onere di finanziamento pari allo 0,5% sulle retribuzioni mensili, che grava per due terzi sull’azienda e per il restante terzo sul lavoratore.

Si dovrà quindi registrare per alcune realtà aziendali, di seguito meglio individuate, un aumento del costo del lavoro pari allo 0,33% sulle retribuzioni lorde; mentre per i lavoratori, con la sola eccezione dei dirigenti, la novità si concretizzerà in una maggiore trattenuta pari allo 0,17% dello stipendio. In più la decorrenza dell’obbligo è retroattiva, quindi il contributo è dovuto dal 1° gennaio 2014, anche se per gli arretrati da gennaio a settembre 2014 c’è tempo fino al 16/12/2014 per effettuare il relativo pagamento.

Vediamo meglio a quanto ammonta la “tassa” che i dipendenti troveranno sulla busta paga di ottobre 2014: per una retribuzione mensile lorda di 2.000 euro (per 14 mensilità) al dipendente saranno trattenute circa 37 euro mentre l’impresa ha un onere di circa 73 euro, per un contributo complessivo da versare al fondo per il periodo gennaio - ottobre 2014 di circa 110 euro.

Cos’è allora questo fondo? A chi e a cosa serve? Quali sono le imprese interessate? Il fondo residuale, costituito presso l’Inps con piena autonomia finanziaria e patrimoniale, è un ammortizzatore sociale dedicato ai dipendenti di imprese operanti nei settori non coperti dalla Cassa integrazione guadagni, che occupano mediamente più di 15 dipendenti. L’Inps, nell’allegato al recente Messaggio dell’8/09/2014 n. 6897, ha fornito una tabella dei settori interessati dalla normativa sul fondo residuale, individuati dai cosiddetti codici statistici contributivi (c.s.c) e codici di autorizzazione (c.a.), rispettivamente assegnati dall’Inps per indicare settore, classe e categoria di appartenenza dell’azienda in relazione all’attività svolta ed eventuali particolarità contributive della società.

In particolare, sulla base dell’elenco fornito dall’Inps, è pacifica l’inclusione nell’ambito del fondo residuale delle seguenti categorie di datori di lavoro: imprese del Terziario o di somministrazione escluse quelle in agricoltura (c.s.c. 7.07.08), Alberghi e Pubblici esercizi (c.s.c. 7.05.01, 7.05.02, 7.05.04), Studi professionali e medici (c.s.c. 7.07.01, 7.07.02), Case di cura e Cliniche private (c.s.c. 7.07.04), Scuole private e religiose o Enti morali (c.s.c. 7.07.06), imprese del Commercio, Turismo, Agenzie viaggio, Logistica solo se occupano fino a 50 dipendenti (c.s.c. 7.01.xx; 7.02.xx, 7.04.01).

Nel documento l’Inps ribadisce l’esclusione delle imprese rientranti nell’ambito di applicazione di fondi di solidarietà già istituiti in base a norme previgenti, come ad esempio il Gruppo Poste, il credito, le società del gruppo FS, le imprese del trasporto aereo e quelle del settore assicurativo. Sono inoltre escluse dal fondo residuale le aziende individuate in base a specifici codici di attività Ateco 2007, quali ad esempio partiti, associazioni politiche, condomini (per portieri e addetti alle pulizie) e le attività di lavoro domestico.