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RIFORMA PENSIONI/ Esodati, l'appello del Comitato Contributori Volontari a Governo e Senatori

Il nodo esodati non si scioglie e il comitato Contributori Volontari alza la voce inviando una lettera alla Commissione Lavoro del Senato e ai membri del governo Renzi

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Il nodo esodati non si scioglie e il comitato Contributori Volontari alza la voce inviando una lettera alla Commissione Lavoro del Senato e ai membri del governo Renzi.  L’appello si apre così: “Prendiamo atto con vivo sgomento, forte disappunto e costernazione dell’OdG G/1558/1/11 (testo 2) approvato mercoledì 24 settembre in Commissione Lavoro del Senato nell’ambito dell’esame del DDL 1558. Dopo quasi tre anni di lotta per ottenere il ripristino del nostro diritto alla pensione, scippatoci da una manovra finanziaria, mascherata da riforma previdenziale firmata Monti-Fornero nel dicembre 2011, mai ci saremmo aspettati di dover essere costretti a giustificare, ancora una volta,  la nostra esistenza”.

Il diritto alla pensione di questi lavoratori è ancora lontano dall’essere riconosciuto, dopo quasi tre anni di stallo e pasticci. E venendo alla questione dei contributori volontari, una delle categorie maggiormente penalizzate dalla riforma pensionistica firmata Elsa Fornero, si legge: “Nell'attuazione delle pregresse riforme previdenziali, in virtù del loro patto con lo Stato, costoro sono sempre stati ritenuti legittimati a deroga (vedasi deroghe L. 503/1992, L. 243/2004 e L.247/2007) e, in teoria, anche la manovra del dicembre 2011, alla lettera d) del comma 4 dell’articolo 24, ha confermato tale prassi consolidata, ponendo, come unico vincolo, la data dell’autorizzazione entro il  4.12.2011. Ma c’è un però: “Fu lo stesso Ministro Fornero con i suoi DM attuativi, a cancellare di fatto tale deroga (ponendo un numero tale di condizioni aggiuntive, non previste dalla legge di riferimento, da renderla attuabile solo per pochi “fortunati”), con il risultato di far gravare l’obiettivo del  risanamento del Bilancio dello Stato, quasi esclusivamente,  sulle spalle dei cittadini nati tra il 1952 e il 1962”.

L’impasse sembra destinata a rimanere tale, ma la negazione di un diritto di tale portata non può che far montare la protesta e la rabbia: “Non è accettabile ledere o sottrarre diritti vitali a cittadini, in nome delle coperture finanziarie ! Non è da paese democratico e tantomeno da paese civile !!”. L’appello è dunque uno e uno solo: “I contributori volontari, pertanto, chiedono di vedersi riconosciuta la pensione con le norme in vigore alla data della autorizzazione ricevuta dall’INPS o dall’INPDAP, senza alcuna limitazione e senza alcuna delle condizioni capestro inserite illegittimamente nei decreti attuativi delle salvaguardie finora previste”.

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