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JOBS ACT/ I "pilastri" che valgono più di Marchionne per la riforma di Renzi

Oltre al contratto a tutele crescenti, che Marchionne vuol già sfruttare a Melfi, il Jobs Act di Renzi deve essere completato con altre novità. Ce ne parla MASSIMO FERLINI

Sergio Marchionne (Infophoto) Sergio Marchionne (Infophoto)

Non c'è solo Marchionne. Certo, l'annuncio di 1500 assunzioni a Melfi (che useranno il contratto a tutele crescenti) è un buon avvio per la nuova legislazione del lavoro. Ascoltando le Agenzie per il lavoro hanno tutte registrato una ripresa di richieste di lavoratori da parte delle imprese e, molti, con lo stesso metodo di Melfi. Avvio con interinale per passare, appena possibile, al contratto introdotto dalla nuova legislazione sul lavoro.

Pesa certamente un'attesa per la riforma che aveva agito come freno per nuove assunzioni negli ultimi mesi dell'anno. Ma ciò che conta sottolineare non è tanto che siano nuovi posti di lavoro aggiuntivi. Importante è che saranno posti di lavoro stabili. Nonostante molti avvocati del lavoro continuino a voler fare gli economisti spiegando che è solo la ripresa della domanda che farà crescere il lavoro e che non è l'articolo 18 a frenare gli investimenti, ci pensa la realtà a indicare come una legislazione migliore, peraltro oggi solo sulla carta, crea posti di lavoro migliori. Migliori perché più stabili e con più tutele rispetto ai contratti di assunzione che sarebbero stati applicati precedentemente. Per questo ci auguriamo che le Commissioni parlamentari svolgano velocemente il proprio compito e che il governo proceda a pubblicare poi il testo sulla Gazzetta Ufficiale per avviare i primi provvedimenti del famoso Jobs Act.

Ricordiamo però che questo è solo uno, e forse non il principale, degli obiettivi che sono contenuti nei provvedimenti sul lavoro. Dare contratti più stabili e rendere programmabili i costi per eventuali licenziamenti era certamente necessario e utile anche perché vi sia un ritorno di investitori esteri in Italia. L'annuncio fatto a suo tempo dal governo aveva però anche altri obiettivi. Da un lato che nessuno venga lasciato solo quando affronta il bisogno di lavoro e inoltre una drastica semplificazione della legislazione del settore.

Quest'ultimo obiettivo parte con una base di elaborazione bipartisan fatta nel corso dell'ultimo anno da esperti del settore e ciò può diventare celermente una proposta per un nuovo codice semplificato del lavoro. Abbattuti alcuni totem ideologici non dovrebbe essere un'opera complicata, tanto più senza il freno di pregiudizi che hanno finora bloccato ogni elaborazione.

Non lasciare solo nessuno rischia invece di essere di nuovo un pasticcio tipico di un Paese dove i servizi alla persona rispondono più ai privilegi di chi deve fornirli invece che rispondere con efficienza ed efficacia ai bisogni cui sono destinati. Insieme al contratto a tutele crescenti era atteso anche il contratto di ricollocazione. Questo sarebbe stato l'avvio dei nuovi servizi al lavoro previsti nel Jobs Act con l'attivazione della Agenzia nazionale per l’occupazione.