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Lavoro

SPILLO/ Lavoro, un nuovo "carrozzone pubblico" in arrivo

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Altra questione rilevante riguarda il potenziamento dei Centri per l'impiego, i quali sappiamo hanno pochissime risorse e ridotto personale rispetto ad altri paesi europei. Il potenziamento dei servizi per l'impiego ritengo rappresenti un tema centrale che va certamente affrontato, ma chi scrive non approva l'idea che questi soldi vadano a rafforzare i servizi dell'attore pubblico.

Ritengo che gli attuali Centri per l'impiego, anche rafforzati, non siano in grado di stare sul mercato, questo perché negli ultimi anni la mediazione è diventata un campo complesso, sempre più articolato, internazionale e specifico. In alcuni ambiti, sono necessari interi dipartimenti e consolidate esperienze, che difficilmente l'ingresso di due/tre risorse, anche preparate, permette di raggiungere. No, meglio "esternalizzare" completamente la parte di mediazione attraverso la delega a vari attori privati (Agenzie per il lavoro, Cooperative sociali, Sindacati, Servizi al lavoro -Universitari, ecc.), verso un modello di quasi-mercato oggi presente in Olanda. 

Questo non esclude la costituzione da parte del pubblico di Agenzie speciali come le Afol presenti in Provincia di Milano (l'importante è che siano in grado di rimanere sul mercato grazie alla qualità dei loro servizi). Tutti gli attori devono essere rigorosamente valutati tramite un rating, analogamente a quanto accade oggi in Lombardia, per scongiurare comportamenti opportunistici.

La visione deve essere cooperativa tra Stato e Regione: il primo controlla e sanziona le seconde, che però sono libere di svolgere il compito in totale autonomia e sono accompagnate da un rafforzamento della partnership tra pubblico/privato con la garanzia di rating legati al risultato.

Tale percorso, che vede ben distinti controllo, gestione ed erogazione, rappresenta a mio giudizio una visione certamente migliore rispetto all'idea di creare un carrozzone pubblico con sede a Roma che gestisce e coordina tutto il piano di politiche attive del lavoro. Spero veramente che il Governo e suoi tecnici siano orientati verso la prima soluzione, o almeno una versione ibrida di questa: l'importante è evitare la seconda. 

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