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Riforma Pensioni 2015/ Proietti (Uil): così possiamo cambiare la legge Fornero senza referendum

Per DOMENICO PROIETTI, la riforma delle pensioni con la modifica della legge Fornero va fatta anche anche se il referendum è stato bocciato. È il Parlamento che deve intervenire

Elsa Fornero (Infophoto) Elsa Fornero (Infophoto)

«Accettiamo la decisione della Consulta che ha detto no al referendum sulla legge Fornero, anche se ora ci aspettiamo che sia il Parlamento a intervenire per riformare le pensioni». Sono le parole di Domenico Proietti, segretario confederale della Uil con delega alle Politiche fiscali e previdenziali, dopo che la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile la richiesta della Lega nord di tenere una consultazione popolare sulla legge varata dal governo Monti nel 2011. Ben più accesi i toni del segretario del Carroccio, Matteo Salvini, il quale ha accusato i giudici di avere “fottuto un diritto sacrosanto. Questa Italia mi fa schifo e mi batterò per ribaltarla”.

Proietti, che cosa ne pensa della decisione della Consulta?

Rispettiamo le decisioni della Corte costituzionale, e del resto era prevedibile che si sarebbe espressa in questo modo. Ciò non sposta di un centimetro l’esigenza che abbiamo ribadito da tempo di mettere mano in profondità alla legge Fornero. Chiediamo a governo e Parlamento di intervenire con modifiche che ristabiliscano un’equità e una giustizia.

Non ritiene che affrontare il problema con un referendum sarebbe stato più democratico?

È evidente che la via referendaria è prevista dalla nostra Costituzione, la quale prevede anche che la Consulta poi debba esprimersi sull’ammissibilità delle varie richieste. Il dibattito nella Corte costituzionale ha portato a una sentenza di rifiuto. Se ci fosse stato il referendum ci sarebbe stata anche più forza nel sostenere che bisognava modificare la legge Fornero. Ora però occorre prendere atto di questa decisione. La Uil intende proporre a Cisl e Cgil una grande mobilitazione intorno alle proposte che sono condivise dai sindacati, per poi portarle all’attenzione del governo e del dibattito parlamentare.

In che modo bisogna intervenire per modificare la legge Fornero?

Bisogna innanzitutto intervenire sulla flessibilità in uscita. La Uil ha proposto di stabilire un range tra 62 e 70 anni al cui interno il lavoratore possa scegliere come e quando andare in pensione, anche in base alle diverse strategie di lavoro. Ricordiamoci che non tutti i lavori sono uguali e che se uno è impiegato nell’edilizia non si può pretendere che a 70 anni stia ancora su un ponteggio. Siccome la legge Fornero ha alzato l’età pensionabile nel nostro Paese ai massimi livelli in Europa, è molto opportuno reintrodurre la flessibilità. Ciò consentirebbe anche di trovare un collegamento più efficace con il mercato del lavoro, perché con la legge Fornero si è completamente bloccato il turnover. La flessibilità in uscita offrirebbe quindi maggiori spazi ai giovani.

Che cosa ne pensa invece del problema della rivalutazione delle pensioni?