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Lavoro

JOBS ACT/ L'agenzia che può "cancellare" i privilegi dei lavoratori statali

Recenti casi di cronaca hanno portato alla ribalta l'eccessivo dualismo esistente nel mercato del lavoro. MASSIMO FERLINI ci spiega come si potrebbe cercare di cancellarlo

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La vicenda dell'assenteismo di Capodanno dei vigili urbani romani ha riproposto con forza alcune questioni di fondo che il Jobs Act aveva sollevato. La discussione polemica ha puntato tutto sulla validità delle nuove norme anche per i pubblici dipendenti o meno. È puro buon senso rispondere che tali norme non sono estendibili per decreto, ma la questione che si pone è se può essere ancora difesa una così evidente differenza di trattamento fra lavoratori del settore pubblico e del settore privato.

Fin dall'avvio del piano di riforme, il governo ha teso a indicare come collegate le proposte del Jobs Act per il mercato del lavoro e la necessità di una riforma della Pubblica amministrazione. Nell'ambito di quest'ultima, il tema del rapporto di lavoro pubblico è un passaggio essenziale. Si pone il problema della mobilità, delle valutazioni di produttività e anche la gestione con strumenti privatistici di vere e proprie ristrutturazioni di comparti pubblici legati alle riforme istituzionali in corso. Il caso del superamento delle provincie dal 31 dicembre scorso con conseguenti occupazioni di sedi da parte dei lavoratori precari perché "il posto di lavoro non si tocca" ne è un esempio lampante.

Si tratta allora, anche per la Pa, di rivedere e abrogare quelle norme che hanno determinato un dualismo ingiusto fra i suoi dipendenti. Da un lato, chi è assunto per concorso gode di privilegi durante il periodo lavorativo e dopo. A fronte di stipendi, talvolta bassi, vi è l'inamobilità di sede, mansioni, orari, permessi e poi ancora un trattamento di fine rapporto e pensionistico non paragonabile con industria e servizi privati. Dall'altro, un esercito di precari, personale in attesa di essere stabilizzato, essenziale per il funzionamento di molti uffici, che non ha nemmeno tutela qualora si decidesse semplicemente di non rinnovare i contratti annuali.

Molte disfunzioni del settore dei servizi di ex municipalizzate sono dovuti agli squilibri della contrattazione lavorativa della Pa. Oltre ai vigili di Roma, si è registrato l'assenteismo di molte imprese del settore raccolta e smaltimento di rifiuti, nei trasporti pubblici, nelle aperture dei musei, ecc. Tutti servizi che nelle festività dovrebbero essere il biglietto da visita di un Paese che vede il turismo come uno dei settori economici trainanti per la propria economia. Eppure anche in questi giorni alcuni sindaci hanno proposto di bloccare il processo di riordino delle partecipazioni pubbliche per difendere aziende municipalizzate che sarebbero da privatizzare immediatamente.

Con la riforma della Pa si deve quindi superare in tempi brevi un dualismo fra lavoratori pubblici e privati, che è oggettivamente uno squilibrio che blocca la modernizzazione di molti servizi che chiedono maggiore efficienza e uno sviluppo di nuovi mercati. Potrebbe essere questo un primo compito per l'Agenzia nazionale per il lavoro che è prevista nel Jobs Act e dovrebbe essere oggetto del prossimo provvedimento attuativo. Un'Agenzia che fin dell'avvio si occupi di tutti gli occupati, senza distinzione fra Pa e settore privato.


COMMENTI
09/01/2015 - commento (francesco taddei)

in italia esistono ancora le corporazioni medievali, grazie ad una costituzione medievale. faremo un bel tuffo nel baratro. l'unico augurio che possiamo farci è che il botto sia così grande da frantumare queste corporazioni e non vedere più i loro capi.