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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ "L'altra versione" della flessibilità per evitare le penalizzazioni

Tito Boeri (Infophoto)Tito Boeri (Infophoto)

Questi due fattori se messi in correlazione mobile come quote, creano un percorso che ogni lavoratore desideroso di smettere di lavorare può costruirsi da solo, purché paghi. Ecco perché si parla di contribuzione volontaria, che ha un senso nella flessibilità in generale e ancor più nei processi di esodo dove sono le aziende a pagare in nome e per conto, e dove gli esodi sono - ad esempio, come nelle banche - volontari.  

Con gli esodi invece obbligatori o con le fuoriuscite ex legge 223 per le ristrutturazioni aziendali, il discorso non cambia di molto. Le aziende pagano l'alleggerimento e/o la riconversione generazionale grazie a specifici accordi sindacali.

Se c'è il quadro giuridico e normativo ad hoc, come quello che si delinea, sindacati e aziende possono scrivere una nuova stagione della contrattazione di livello dotandosi di strumenti di flessibilità atti a gestire, insieme alle altre norme esistenti, i cicli congiunturali o le evoluzioni strutturali dei comparti produttivi. 

Se poi ipotizziamo il bisogno del singolo, il discorso si circoscrive al fatto che se il lavoratore ha le risorse le finalizza in termini di risparmio previdenziale. Se non le ha, può chiedere un prestito previdenziale e incrociare i requisiti che gli vengono richiesti per la pensione anticipata senza dimenticare che lo standard di sistema (e qui la Legge Fornero va bene) è la pensione di vecchiaia e non quella di anzianità o quella anticipata. 

Se non ha le risorse ed è oggetto di espulsione a ridosso o nei 60 mesi che lo separano dalla pensione di vecchiaia, allora è giusto che siano le aziende e Inps a provvedere ciascuno per il suo ruolo: l'Inps assicurando entro 60 giorni, retribuiti dall'azienda, la pensione calibrata su quella di vecchiaia, e le aziende versando o integrando, come da accordi sindacali i contributi, prestito previdenziale o meno.

Restano giuste le osservazioni dei Ministri interessati a segnalare che fattispecie ad hoc richiedono interventi ad hoc, anche preferibilmente nella Legge di stabilità, ma in un quadro che per essere instaurato deve essere ben simulato, calcolato e valutato prima di essere proposto al giudizio e alla validazione definitiva. Detto ciò, il traguardo per "riformare la riforma" è possibile per affrontare tanto esodi futuri, quanto future assunzioni in grado di incrementare gli effetti prodotti dal Jobs Act.

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COMMENTI
05/10/2015 - risposta a Fallini (cardarelli mario)

Comprendo che possa essere ritenuta un'idea strampalata come la definisce Lei (sulla quale da tempo si è richiesto a tutti i dicasteri competenti ed all'Inps un'accurata verifica di bontà o meno) ma è la sola che avrebbe un percorso possibile nello scenario che ha delineato alla pari di quello che ha portato alle considerazioni di Francesco Giubileo. Segnalo solo, come ho sottolineato più volte, che lo status ordinario previdenziale è la pensione di vecchiaia. Quella di anzianità, e cito sempre Giubileo, non è fondata su un principio errato ma su una scelta poltica ed i problemi che può aver creato è cosa ha determinato quella scelta politica. Pagare noi? Forse per il riscatto degli anni di laurea o di servizio militare che passano poi per anni di contributi effettivi qualcuno non paga ?

 
03/10/2015 - Pure pagare?? (marco falini)

Questa idea, senza offesa, mi pare davvero strampalata. Uno a 60 anni dopo aver lavorato 35-40 anni e versato contributi netti dovrebbe pagare tutto e subito di tasca sua altri soldi netti per poi ricevere una pensione lorda....forse...se il sistema mondiale finanziario non salta nel frattempo. No ma dico, uno dovrebbe essere cosi' scemo, dopo aver visto gente andare in pensione a 40 anni ed essersi ammazzato di lavoro, di regalare anche i pochi risparmi ai baby pensionati, falsi invalidi, nonche' banche ed industriali tedeschi, utilizzatori finali delle tasse degli italiani, privati della moneta sovrana e per questo costretti a lavorare fino all'ultimo giorno. Come al solito si tace sul fatto che i contributi versati netti dai lavoratori attivi superano le pensioni nette erogate. Il saldo positivo, va a finire nel calderone dello Stato, cioe'anche a pagare gli interessi sul debito pubblico farlocco( vedere quello che succede in gran bretagna: fa comprare il debito pubblico dalla banca centrale e lo annulla, tanto e' tutta carta straccia senza retrostante).