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DOPO-EXPO/ La "ricchezza" che può aiutare giovani e imprese

L'Expo 2015 è entrata nel suo ultimo mese di apertura. GIUSEPPE SABELLA e DANIEL ZANDA ci spiegano come si potrebbero sfruttare le competenze di chi vi ha lavorato

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Di recente, la Confindustria milanese ha stimato l'impatto di Expo sull'economia italiana, in particolare a livello di Regione Lombardia: centomila posti di lavoro, un fatturato che oscilla tra i 2 e i 3 miliardi di euro e nuovi contratti per circa 300 aziende lombarde. Il business che la grande manifestazione ha saputo generare e l'opportunità di incontro con moltissime delegazioni di imprenditori stranieri sono fattori estremamente positivi per la nostra economia.

Per quanto riguarda il lavoro impiegato, la società Expo non ha comunicato dati ufficiali, ma la Felsa - la Federazione dei lavoratori somministrati autonomi e atipici della Cisl - ha stimato tra le 27.000 e le 30.000 persone impiegate, prevalentemente giovani, presso il sito del polo fieristico, alle dipendenze di Agenzie per il lavoro e direttamente di aziende. A grandi linee, il 60% è lavoro somministrato, il 30% è diviso tra tempo determinato e apprendistato, il 10% è composto da altre tipologie contrattuali.

Per quanto riguarda il lavoro temporaneo, il ricorso crescente alla somministrazione conferma quanto ormai l'agenzia per il lavoro sia un player fondamentale nel mercato del lavoro e quanto la somministrazione stessa sia lo strumento più idoneo nella gestione della flessibilità: l'azienda utilizzatrice usufruisce del lavoratore fino al termine della sua missione, l'agenzia lo assume e nel momento in cui si conclude la sua missione in azienda resta un riferimento per il lavoratore in funzione del suo ricollocamento. La recente riforma del lavoro - il cosiddetto Jobs Act - ha di fatto liberato la somministrazione da qualsiasi vincolo cancellandone le causali e introducendo la totale acausalità, anche per lo staff leasing (la somministrazione a tempo indeterminato, per cui tuttavia resta il vincolo della percentuale del 20% in rapporto alla forza lavoro complessiva).

La bilateralità è il grande valore della somministrazione, perché è grazie alla contrattazione che possiamo distinguere la precarietà dalla buona flessibilità. Le prestazioni che i lavoratori in somministrazione hanno, frutto di un protagonismo delle parti sociali, costituiscono delle tutele reali: dal rimborso totale del ticket del SSN, a una tutela aggiuntiva per maternità, dal contributo per l'asilo nido, fino a un sostegno una tantum di 750 euro per coloro che hanno svolto almeno 132 giorni di somministrazione.

Con il nuovo impianto legislativo, si sono confermate le scelte operate dal legislatore già con il D.L. 34/2014 - il cosiddetto decreto Poletti - di eliminare definitivamente ogni riferimento alle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Il legislatore ha voluto liberare definitivamente tali istituti dalla rigidità di un vincolo che in passato ha dato luogo a un contenzioso tutt'altro che indifferente e dagli esiti, peraltro, assolutamente incerti, a volte persino opposti, anche nell'ambito della stessa sezione di Tribunale.