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Riforma pensioni 2015 / Damiano: così il Governo Renzi sta rinunciando a un risparmio per lo Stato

Cesare Damiano Cesare Damiano

La mia proposta è che quel lavoratore non prenda più i 1.000 euro che gli spetterebbero, ma che detraendo l’8% (il 2% per ogni anno di anticipo) scenda a 920 euro. Quei 920 euro saranno erogati per sempre. Con un’aspettativa di vita di 85 anni, negli ultimi 19 anni quel lavoratore costituirà un risparmio. Facendo i conti alla fine si scopre che andiamo oltre il pareggio.

Eppure la flessibilità è ancora sospesa a un punto interrogativo. Che cosa ne sarà dei lavoratori precoci? Nella mia proposta è contenuta anche una risposta per quanto riguarda i lavoratori precoci. A prescindere dal sesso, ho previsto la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi. Quindi se non passa la proposta sulla flessibilità, queste persone non avranno la possibilità di utilizzare questa chance. Quando parliamo di un lavoratore precoce, dobbiamo sempre considerare qual è l’età e quali sono i contributi versati.

Attualmente che cosa prevede la legge? Se questo lavoratore ha versato 40 anni di contributi, dovrà aspettare soltanto 2 anni e 6 mesi. Per l’uomo che abbia maturato 42 anni e 6 mesi, la regola è che si va comunque in pensione. La nostra proposta ha come obiettivo quello di risolvere meglio la situazione. E’ chiaro che se è possibile migliorarla consentendo ai lavoratori di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dal sesso, per una donna ci sarebbe un risparmio di sei mesi e per un uomo di un anno e sei mesi.

 

(Pietro Vernizzi)

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