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Lavoro

Riforma Pensioni 2015 / Gnecchi (Pd): Opzione donna, esodati e gli altri “errori” del Governo

Giuliano Poletti (Infophoto)Giuliano Poletti (Infophoto)

La parte della legge di stabilità relativa agli esodati è molto diversa rispetto al testo uscito dalla commissione Lavoro. Manca l’abrogazione delle penalizzazioni per le pensioni di anzianità anticipate liquidate con i requisiti della legge Fornero prima del gennaio 2015. Non c’è la salvaguardia per i rapporti di lavoro domestico. Fatto ancora più grave, sono esclusi molti di coloro che prima di essere licenziati avevano trascorso un periodo di cassa integrazione anche di alcuni anni.

 

Quali altre differenze ci sono tra i due testi?

Una vera e propria discriminazione è il fatto che non si salvaguardano i disabili, ma solo i genitori che sono in congedo parentale per assistere i figli. Sono esclusi dalla salvaguardia anche i lavoratori agricoli e stagionali. Non si capisce perché penalizzare queste categorie, anche alla luce del fatto che non è immaginabile che lavorino nei campi fino a 67 anni.

 

Opzione Donna è prorogata per un altro anno. È un fatto positivo?

Io sono convinta che sarebbe stata sufficiente la correzione della circolare, senza bisogno di intervenire in legge di stabilità. Anche il ministro Elsa Fornero lo aveva fatto, del resto senza nessun onere. Anche per ripristinare il calcolo della maturazione del requisito entro la fine del 2015 per Opzione Donna, era meglio intervenire con la modifica della circolare.

 

Invece che cosa prevede la legge di stabilità su questo punto?

La manovra ha stanziato 209 milioni indicati nella legge di stabilità a carico del fondo esodati, più altri soldi che non si sa neanche dove e come siano stati presi. Aggiungendo tre mesi di aspettativa di vita, si escludono dalla possibilità di accedere a Opzione Donna sia le lavoratrici dipendenti che compiono 57 anni il quarto trimestre del 2015, sia le autonome che nello stesso periodo compiono 58 anni.

 

(Pietro Vernizzi)

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