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Lavoro

Riforma pensioni 2015/ News. Barbagallo (Uil) “contro” la flessibilità part-time nella manovra

Le news in tema di riforma delle pensioni, tenendo conto delle novità che sono arrivate dal Governo in tema di esodati, Opzione donna, no tax area e flessibilità

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I sindacati continuano a protestare contro la Legge di stabilità approvata dal Governo, anche per la mancanza di interventi sulle pensioni. Oggi Carmelo Barbagallo, Segretario generale della Uil, ha ricordato che nella manovra non ci sono né la flessibilità in uscita, né la staffetta generazionale. Evidentemente quindi la cosiddetta flessibilità part-time non viene ritenuta soddisfacente. Barbagallo ha anche ricordato l’iniziativa della Uilp, con il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro il “bonus Poletti”. Come noto, una delle misure previdenziali approvate con la Legge di stabilità è l’aumento della no tax area. Forse è anche quella più “apprezzata”, perché ritenuta più capace di incidere a favore dei pensionati. Purtroppo non aiuta chi vorrebbe lasciare prima il lavoro, come invece sembrano poter fare la “flessibilità part-time” e la proroga di Opzione donna. Tuttavia, la prima misura deve passare attraverso accordi con il datore di lavoro, mentre la seconda, così come pensata dal Governo, non sarebbe usufruibile per le italiane nate negli ultimi tre mesi del 1958. C’è poi anche il rischio che parte degli esodati non trovi effettiva copertura nella settima salvaguardia. Dunque, come si diceva, l’aumento della no tax area potrebbe essere la “migliore” delle misure previdenziali in Legge di stabilità. Purtroppo però scatterà a partire dal 2017. A meno che, ha spiegato Poletti, non arrivi il via libera alla “clausola immigrazione” da parte della Commissione europea.

È ancora presto per dire se da Bruxelles arriverà il “semaforo verde” che vale 3,3 miliardi di euro. Potrebbe però aiutare l’Italia il fatto che altri paesi, come Austria e Belgio, nelle loro leggi di stabilità abbiano chiesto di usare una “clausola di flessibilità per i costi sostenuti per accogliere i migranti”. In ogni modo resta da chiarire anche un’altra questione: presentando la manovra Renzi aveva detto che quei fondi, se “sbloccati” dall’Ue, sarebbero stati utilizzati per anticipare il taglio dell’Ires dal 2017 al 2016. Un impegno compatibile con quanto ha detto Poletti sull’aumento della no tax area?

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