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Riforma pensioni 2015/ News. Chiamparino: facciamo la flessibilità sperimentale

Le news sulla riforma delle pensioni, con tutte le novità riguardanti il dibattito su Opzione donna, esodati e lavoratori precoci, i temi più caldi a livello previdenziale

Elsa Fornero (Infophoto) Elsa Fornero (Infophoto)

Cesare Damiano, nei giorni scorsi, aveva ripetuto in diverse dichiarazioni che si sarebbe battuto per portare nella Legge di stabilità una flessibilità sperimentale. E sembra aver trovato una sponda nel collega di partito Sergio Chiamparino. Il Presidente della Regione Piemonte ha infatti detto che la flessibilità pensionistica è un tema che deve essere nazionale e che quindi non può essere attuata a livello regionale. Tuttavia l’ex Sindaco di Torino ha detto che “una logica di tipo sperimentale sarebbe utile a tutti”.  Sono diverse le voci che si levano da diverso tempo per varare una riforma delle pensioni che superi la legge Fornero. La Lega Nord, addirittura, ne vorrebbe la cancellazione, e aveva anche proposto un referendum, dichiarato poi non ammissibile dalla Corte Costituzionale, in merito. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha però spedito un documento alla Commissione europea in cui ha mostrato gli effetti benefici della riforma Fornero e degli interventi sulle pensioni che l’hanno preceduta dal 2004. Nel Documento programmatico di bilancio che il Mef ha inviato a Bruxelles, emerge infatti che senza le riforme delle pensioni adottate dal 2004 in poi, il rapporto debito/Pil sarebbe salito fino al 140% in virtù del progressivo pensionamento delle generazioni del baby boom, per poi cominciare a ridursi dopo il 2040, rimanendo tuttavia sempre su livelli più alti rispetto all’attuale.

Un’analisi che in ogni caso “avvalora” le tesi dei critici della riforma Fornero: è stata fatta solamente per salvare i conti pubblici italiani e non per migliorare il sistema pensionistico italiano. D’altra parte la spesa pensionistica incide molto sui conti pubblici italiani e non si può negare che in taluni casi vi siano assegni che non hanno una corrispondenza nei contributi versati durante la vita lavorativa. Di certo per Renzi è chiaro che intervenire sulle pensioni sarà costoso. Ma forse anche non farlo potrebbe avere il suo prezzo. Politico più che economico.

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