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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Simonetti (Lega): Renzi prepara la flessibilità in vista del voto anticipato

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Ne do una lettura più politica che economica: Renzi immagina di andare a elezioni nel 2017. Voleva farlo già nel 2016, come documenta il fatto che quest’estate aveva alzato molto i toni con la minoranza interna al Pd e aveva annunciato un tour da 100 comizi in 100 teatri, che era praticamente l’inizio della campagna elettorale. Poi qualcuno gli ha ricordato che non si poteva andare al voto nel 2016 perché c’è la riforma costituzionale da concludere. Ha deciso quindi per quest’anno di abolire Imu e Tasi sulla prima casa. Mentre giocherà la carta della flessibilità in uscita per la finanziaria del prossimo anno proprio in vista delle elezioni del 2017.

 

Come valuta questa operazione?

Non la ritengo né logica, né equa, perché non si può fare politica sulla pelle dei lavoratori e dei possibili pensionati. Nel merito inoltre il part time costa di più al datore di lavoro, perché è una semi-flessibilità in uscita che risulta onerosa. Un lavoratore 63enne ha la possibilità di accedere al part time dal 40 al 60% del monte ore, con una contribuzione completa per la parte residua figurativa inserita nella sua busta paga.

 

In che senso quindi il part time è troppo oneroso?

Il datore di lavoro spende sempre la stessa cifra, mentre il dipendente lavora la metà delle ore e prende fino al 75% dello stipendio. Il lavoratore di fatto percepisce un importo congruo, mentre il datore di lavoro paga quasi due volte. Se infatti deve assumere un secondo soggetto per completare la quantificazione oraria, dovrà pagare i contributi pieni anche per quest’ultimo.

 

(Pietro Vernizzi)

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