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Lavoro

JOBS ACT/ Colli-Lanzi (Gi Group): "Margini di crescita per la somministrazione lavoro"

"Siamo pronti alla sfida del Jobs Act", così STEFANO COLLI-LANZI, Amministratore Delegato di Gi Group. "Vi sono evidenti margini di crescita per la somministrazione del lavoro"

Stefano Colli-LanziStefano Colli-Lanzi

"Siamo pronti a raccogliere la sfida del Jobs Act", dice in una conversazione con il Sussidiario.net Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group, una delle principali agenzie internazionali operanti nel mercato dei servizi per il lavoro.

Come giudica nel suo complesso il Jobs Act? È il giusto strumento per riformare davvero il mercato del lavoro?

Lo giudico un’ottima riforma strutturale, epocale direi, del mercato del lavoro del nostro Paese, destinato ad incidere profondamente nella cultura e nei comportamenti delle aziende e dei lavoratori. Uno sviluppo paragonabile alla nascita dello Statuto dei lavoratori nel 1970 e all’abolizione della scala mobile del 1984. Finalmente una riforma che ha restituito la centralità del contratto a tempo indeterminato, fatto pulizia dei contratti precarizzanti, indirizzato verso la somministrazione di lavoro la gestione della esigenza di flessibilità delle imprese, limitato il ricorso agli ammortizzatori passivi in costanza del rapporto di lavoro, indirizzato verso le politiche attive del lavoro la gestione delle crisi aziendali strutturali, rafforzata la condizionalità ad agire per i disoccupati percettori di sussidi assistenziali. Un cambiamento profondo e strutturale!

Il contratto a tutele crescenti può davvero restituire il lavoro ad una parte consistente del milione di disoccupati prodotti dalla crisi?

Sicuramente le buone norme e gli incentivi economici che le stanno accompagnando, di per sé non bastano a generare occupazione aggiuntiva, ma servono ad incrementare la qualità delle tipologie contrattuali offerte. Come in effetti accade, se consideriamo che nei primi 8 mesi dell’anno le assunzioni con il contratto a tempo indeterminato sono cresciute del 34,6% rispetto al 2014 e le stabilizzazioni dei contratti a termine del 17,4%. Anche nel settore della somministrazione di lavoro riscontriamo questi dati, a fronte di una crescita complessiva del comparto pari al 16,3%, la somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) fa registrare dati più che doppi: a fine agosto siamo arrivati infatti al 35,4% di incremento sul 2014. Ma, per riassorbire la disoccupazione generata dalla crisi e, aggiungo, per creare gli ulteriori 2 milioni di posti di lavoro che ci occorrono per passare dal nostro tasso di occupazione del 56,3% a quello della media europea, pari al 66%, tutto questo evidentemente non è sufficiente. Occorre una robusta crescita economica di almeno il 2% l’anno in pianta stabile per gli anni a venire. Sennò galleggiamo, ma non usciamo dalproblema in maniera definitiva.

Il 13% delle imprese di Gi Group dichiara di voler utlizzare la somministrazione per ampliare l'organico. Sono poche o tante?

Molte se consideriamo che il tasso di penetrazione della somministrazione in Italia non supera l'1,5% e che questa percentuale sale a oltre il 2% della Germania e al 4% del Regno Unito. Il dato della nostra survey ci conferma pertanto che i margini di crescita per la somministrazione sono molto ampi. Riscontriamo inoltre che le imprese di medie e grandi dimensioni somministrano maggiormente rispetto a quelle piccole, perché per cultura hanno una maggior propensione ad avvalersi dei servizi che offriamo. Penso che uno degli effetti che il Jobs Act produrrà sarà di favorire la crescita delle imprese: questa evoluzione positiva del nostro sistema imprenditoriale porterà con se una diffusione sempre più significativa dei servizi offerti dalle Agenzie per il Lavoro, come già accade in giro per il mondo nei paesi dove operiamo.

Decollerà finalmente la somministrazione a tempo indeterminato, conosciuta anche come staff leasing?