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Riforma Pensioni 2015, Treu: il “rebus” che blocca le pensioni anticipate

Tiziano Treu Tiziano Treu

Introdurre una flessibilità pensionistica completa avrebbe reso necessarie delle scelte difficili. In Parlamento c’era chi aveva proposto di trasformare l’intero sistema in contributivo, come con Opzione Donna. Damiano invece ha ipotizzato una penalizzazione del 2% per ogni anno, che è più favorevole per il lavoratore ma è costosa per lo Stato. Baretta a sua volta ha proposto una riduzione graduale.

 

Le proposte insomma non mancavano…

Ci sono molte opzioni sul tavolo, ma le risorse sono quelle che sono: non ci vedo quindi nessuna implicazione politica generale. Semplicemente c’è stata una valutazione di priorità, ma il ministro Poletti ha spiegato chiaramente che comunque la flessibilità pensionistica sarà introdotta dall’anno prossimo.

 

Quali nodi sono ancora da sciogliere?

Il nodo principale riguarda le penalizzazioni. Se ogni anno d’anticipo comportasse una riduzione della pensione piuttosto contenuta, allora l’aggravio sarebbe da parte dello Stato. Se invece, come nel caso di Opzione Donna, si prevede un ricalcolo completo con il sistema contributivo, per chi ha una pensione retributiva questo comporterebbe una riduzione anche del 25% se non di più. Questa uscita anticipata sarebbe dunque appetibile solo per chi ha già una pensione piuttosto buona. Per chi prende mille euro, una riduzione del 25% è comunque pesante.

 

(Pietro Vernizzi)

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