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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ News. Opzione donna, con Damiano è quasi fatta per evitare esclusioni

Le news sulla riforma pensioni delle pensioni, con le novità riguardanti i principali temi previdenziali alla ribalta come Opzione donna e la salvaguardia degli esodati

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Buone notizie per le italiane che attendono novità sull’estensione di Opzione donna varata con la Legge di stabilità, che però rischia di escludere coloro che sono nate nell’ultimo trimestre del 1957 o del 1958. Alcune rappresentanti del Comitato Opzione donna hanno infatti incontrato Cesare Damiano a Torino, durante un incontro organizzato al circolo 1 del Pd. Il Presidente della Commissione Lavoro ha spiegato che è pronto un emendamento che eviterà che l’aspettativa di vita comporti una così pesante penalizzazione per diverse italiane. È noto che le misure in campo pensionistico prese dalla Legge di stabilità non abbiano lasciato soddisfatti molti italiani. Tuttavia lo stesso ministro del Lavoro ha assicurato che la manovra non è blindata. Giuliano Poletti, intervenendo al convegno della Cna, ha spiegato di ritenere che il Parlamento abbiamo un ruolo positivo e possa migliorare i provvedimenti del Governo. E in effetti sono parecchi gli emendamenti presentati alla Legge di stabilità, alcuni anche in tema previdenziale. Dunque se è lo stesso ministro competente a lasciare aperta una porta, forse qualche modifica “soddisfacente” potrebbe arrivare nelle prossime settimane. 

Con la Legge di stabilità una novità importante potrebbe arrivare per le pensioni anticipate. Non quelle future, però, bensì del passato. È noto infatti che chi va in pensione anticipata (con le regole della riforma Fornero) quest’anno e fino alla fine del 2017 non subirà penalizzazioni sull’assegno pensionistico. Tuttavia, chi è andato in pensione anticipata prima del 1° gennaio 2015 subisce invece le decurtazioni previste. Ecco quindi che un emendamento alla manovra, all’esame del Parlamento, propone di eliminare le penalizzazioni anche per chi è andato in pensione negli anni 2012, 2013 e 2014. Un provvedimento importante per chi è già in quiescenza, anche se ci sono tanti altri italiani che vorrebbero che fosse approvata la flessibilità pensionistica. 

La Federazione nazionale pensionati della Cisl dà inizio a Riccione all’assemblea nazionale, i cui lavori andranno avanti fino a giovedì 12 novembre. Il titolo dell’importante convention è “Guardando a ieri, viviamo l’oggi, progettando il domani”. Gigi Bonfanti, segretario generale del sindacato di categoria, spiega che l’obiettivo della Fnp è “sostenere i diritti e a portare avanti le istanze di pensionati e lavoratori, cercando di farle diventare priorità dell'agenda politica”. Sono attesi circa 800 delegati, oltra al Segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, e ai leader di Spi-Cgil, Carla Cantone, e Uilp-Uil, Romano Bellissima. Sicuramente non mancherà dei riferimenti alle misure previdenziali contenute nella Legge di stabilità in discussione al Senato e alle ipotesi di riforma delle pensioni emerse negli ultimi giorni.

La giornata di ieri è stata molto importante per quanto concerne la Legge di Stabilità che soprattutto in materia previdenziale ha visto la presentazione di diversi emendamenti allo scopo di migliorarne l’efficacia. Tra i tanti emendamenti che sono giunti in relazione all’articolo 18 e all’articolo 19 al disegno della Legge di Stabilità, da segnalare quello presentato dal Senatore del Partito Democratico, Giorgio Santini, il quale ha proposto di permettere di ottenere l’accesso in via sperimentale all’assegno previdenziale anticipato a condizione che maturino entro il 31 dicembre 2017 i requisiti di idoneità per conseguire entro i cinque consecutivi alla data di presentazione della domanda il diritto di pensione anticipata oppure in alternativa quella di vecchiaia. Un proposta che tuttavia richiede i seguenti vincoli: essere in stato di disoccupazione, non essere titolare di una qualsiasi forma di pensione diretta oppure di assegno straordinario per il sostegno del reddito come incentivo all’esodo dal mondo del lavoro e di non avere diritto di diventare beneficiario alla data di maturazione del diritto alla pensione, di un assegno previdenziale di importo non inferiore al doppio dell’importo del trattamento minimo Inps. Staremo a vedere se l’emendamento possa diventare parte integrante della legge di stabilità in materia previdenziale.

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