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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ News. Nuova sinistra propone pensioni anticipate per i lavori usuranti

Le news sulle ipotesi di riforma pensioni, con tutte le novità sui temi previdenziali più dibattuti, come Opzione donna e la settima salvguardia per gli esodati

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Nei giorni scorsi è nata una nuova formazione politica (Nuova sinistra), che per il suo collocamento nell’arco parlamentare ha certamente ha cuore i temi sociali, compresi quelli previdenziali. Il nuovo partito, a quanto pare, sposerebbe la proposta di Cesare Damiano per arrivare a una flessibilità pensionistica a 62 anni con 35 di contributi. Non è chiaro però se l’idea è di una pensione anticipata generalizzata per tutti o solamente per alcune categorie di lavoratori. Stefano Fassina, esponente di Nuova sinistra, partecipando ieri a Ballarò ha infatti spiegato che andrebbe resa flessibile l’età di pensionamento per i lavori usuranti. Non è chiaro però se queste parole si riferissero a un intervento immediato in Legge di stabilità o come obiettivo di una riforma delle pensioni strutturale. Dopo aver difeso la legge Fornero, ricordando che senza ci sarebbero state grandissime difficoltà a pagare le pensioni, Giuliano Polettti, ospite della trasmissione Agorà in onda su Rai 3, ha spiegato che “per l'Italia non è possibile immaginare una modifica significativa dell'impianto della legislazione previdenziale se non attraverso i meccanismi, che stiamo discutendo, di flessibilità in uscita”. Di fatto, quindi, il ministro del Lavoro ritiene che non ci possa essere una “contro-riforma” delle pensioni. Allo stesso tempo ammette che l’esecutivo si sta muovendo per una soluzione che porti, come promesso, a una flessibilità pensionistica, anche se resta da capire se ciò avverrà l’anno prossimo o meno. 

I lavoratori precoci ritornano a sperare in una riforma delle pensioni che possa permettergli di andare in quiescenza. La Lega Nord ha infatti deciso di presentare un emendamento alla Legge di stabilità per introdurre la quota 100. Lo ha detto Roberto Simonetti, capogruppo del Carroccio alla commissione Lavoro della Camera, spiegando che l’idea è quella di introdurre un criterio di flessibilità pensionistica che consenta l’uscita dal mondo del lavoro guardando alla somma tra anzianità contributiva ed età anagrafica, che deve essere pari almeno a 100, con un minimo di 35 anni di contributi o in alternativa di 58 di età. Dunque chi ha già più di 40 anni di contributi, ma meno di 60 di età potrebbe andare in pensione. 

Area popolare ha pronto un emendamento alla Legge di stabilità che aiuterebbe il pre-pensionamento per i lavoratori che si trovano a tre anni dalla pensione. Marcello Gualdani, capogruppo in commissione Bilancio, ha spiegato che l’idea è quella di prevedere il pensionamento tre anni prima dell’effettiva età pensionabile, con un reddito pari alla pensione maturata fino a quel momento. Trascorsi i tre anni, il lavoratore avrebbe la sua effettiva pensione, grazie ai contributi versati dallo Stato e dall’impresa. 

Tito Boeri riceve un altro “supporto”. Questa volta da Oscar Giannino. Il giornalista economico, partecipando ieri a Ballarò, ha infatti spiegato che sarebbe doveroso rivedere alcune pensioni retributive dove esiste una forte differenza tra quello che si incassa mensilmente e i contributi versati durante la vita lavorativa. Anche per un discorso di equità intergenerazionale, visto che i giovani non potranno mai godere di un calcolo retributivo. Giannino ha anche evidenziato che le nuove generazioni non sono state poi nemmeno tante avvantaggiate dal Jobs Act, dato che è aumentata l’occupazione di chi è in età piuttosto avanzata. Dunque almeno un intervento sulle pensioni di questo tipo potrebbe finalmente fare qualcosa per loro. 

Nei prossimi giorni potrebbero arrivare delle importanti novità sul fronte pensioni in ragione della incredibile apertura palesata al segretario della Lega Nord, Matto Salvini, che nel corso della manifestazione del proprio partito ha dichiarato di essere pronto ad appoggiare e votare il ddl 857 ed ossia quello avanzato da Cesare Damiano. Salvini si è detto infatti, favorevole all’abbassamento dell’età pensionabile a 62 anni con delle penalizzazioni al massimo pari all’8% per quanti hanno intenzione di far uso della flessibilità per uscire dal mondo del lavoro ed entrare nel sistema pensionistico. Una situazione che quindi potrebbe riaprirsi anche se l’attuale Presidente dei Ministri, Matteo Renzi, ha ancora volta ribadito che per quanto riguarda il tema della flessibilità il discorso è rimandato al 2016. Tuttavia l’appoggio presentato ufficialmente da Salvini e quindi da una parte piuttosto importante dell’elettorato di centrodestra, farebbe in modo che il Governo sia obbligato a prendere in seria considerazione la proposta di Cesare Damiano. Staremo a vedere nuovi e possibili sviluppi in merito.

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