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Lavoro

Riforma pensioni 2015/ News. Poletti spiega il “problema tecnico” sulla flessibilità in uscita

Le news sulla riforma delle pensioni con le novità riguardanti i temi previdenziali più caldi e dibattuti, come Opzione donna, settima salvaguardia per gli esodati e lavoratori precoci

Tito Boeri (Infophoto)Tito Boeri (Infophoto)

Giuliano Poletti torna a parlare di riforma delle pensioni, spiegando anzitutto che nella Legge di stabilità è stata inserita la “flessibilità part-time” che aiuta l’invecchiamento attivo. Parlando alla presentazione della trasmissione “Il posto giusto”, che andrà in onda da domenica su Rai 3, il ministro del Lavoro ha dichiarato che per quanto riguarda la flessibilità in uscita vera e propria “dobbiamo trovare una modalità che sia socialmente equa e finanziariamente sostenibile sapendo che il bilancio dello Stato italiano è costruito in modo tale che ciò che hai in più di costo nell'anno lo devi coprire nell'anno e non lo puoi coprire con i risparmi che avrai nel tempo”. Il problema principale, ha aggiunto, è che va trovata una soluzione che renda compatibile il fatto che i costi della misura sono anticipati, mentre i risparmi arrivano nel lungo periodo.  Maurizio Landini lancia una manifestazione per il 21 novembre in cui si chiederà un cambiamento della Legge di stabilità. Tra le istanze promosse dal leader della Fiom c’è anche la riforma delle pensioni. Incontrando oggi i lavoratori della Hitachi Rail a Pistoia, ha spiegato che va ridotta l’età pensionabile e ripristinata la pensione di anzianità per i lavori più pesanti, anche per far sì che si possano creare nuovi posti di lavoro. Landini ha anche detto che andrebbero defiscalizzati gli aumenti concessi con il contratto nazionale. Parole importanti mentre il comparto dei metalmeccanici sta discutendo del rinnovo contrattuale. 

I lavoratori precoci non vivono un momento facile: i politici sembrano essersi dimenticati di loro e finché non arriverà una riforma delle pensioni rischiano di dover aspettare diverso tempo prima della quiescenza. La famosa Quota 41 proposta da Damiano (possibilità di accedere alla pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni) sembra non essere presa più in considerazione nel dibattito, dove invece si è riaffacciata Quota 100 proposta dalla Lega Nord (accesso alla pensioni con somma di età anagrafica e contributiva pari almeno a 100, con almeno 58 anni di età e 35 di contributi). Tuttavia quest’ultima non può rispondere al problema di tutti i lavoratori precoci. Vedremo quindi se ci saranno nuove proposte all’orizzonte. 

Cesare Damiano si schiera con Giuliano Poletti, almeno per quanto riguarda le ultime dichiarazioni del ministro riguardo la riforma delle pensioni. Per il Presidente della commissione Lavoro della Camera, infatti, “la via maestra per correggere l’attuale sistema previdenziale” è la flessibilità. Occorre quindi consentire l’accesso alla pensioni a partire da 62 anni con 35 di contributi e una penalizzazione massima dell’8%. Damiano, in buona sostanza, torna a riproporre il suo ddl, spiegando anche che la misura favorirebbe il ricambio generazionale e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. 

Una nuova circolare del ministero della Funzione pubblica vieta di attribuire incarichi dirigenziali nella Pubblica amministrazione a chi ha più di 65 anni e ha raggiunto il limite di età per il pensionamento dei dipendenti pubblici. I pensionati under 65 non saranno interessati da questo divieto, mentre resta la deroga, per gli over 65, di un incarico dirigenziale della durata non superiore a un anno e a titolo gratuito. Tuttavia la circolare specifica che “per gli incarichi di di studio o consulenza, nonché per le cariche in organi di governo delle amministrazioni e degli enti da esse controllate” non trova applicazione il limite annuale. In questo modo si viene anche a “sanare” la situazione dei consiglieri di amministrazione della Rai che risultano pensionati. 

Dopo le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni e dalla sua proposta di riforma delle pensioni, Tito Boeri ha deciso di replicare, parlando ai ragazzi giunti all’ultimo anno delle superiori in un incontro organizzato a Campobasso. Il Presidente dell’Inps ha sottolineato che gli attacchi che gli sono arrivati sono perlopiù giunti da chi ha degli interessi nell’operazione che ha voluto avviare.  “Le persone che sono andate in televisione schiumando di rabbia per attaccarmi sono persone il cui vitalizio verrà probabilmente ridotto della metà se le nostre proposte venissero accolte”, ha detto. Inoltre, ha spiegato che l’Inps storicamente fa proposte e dunque non può essere accusato di “invasione di campo”, senza dimenticare che la proposta “Non per cassa ma per equità” è stata pubblicata a seguito di una scelta concordata con il Governo.

Boeri ha quindi cercando di rendere consapevoli i ragazzi che aveva di fronte del funzionamento del sistema contributivo, in cui più che i livelli retributivi della propria carriera lavorativa contano i contributi versati. Poi ha spiegato loro che i vitalizi non hanno requisiti anagrafici o contributivi alla loro base e dunque andrebbero ricalcolati con il metodo contributivo pieno. “Questo è quello che noi proponiamo di fare e che in alcuni casi comporterà anche una riduzione del 50-60%”, ha detto. Le polemiche per il Presidente dell’Inps sembrano quindi tutt’altro che finite.

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