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SPILLO/ Così Stato e Regioni possono "tradire" il Jobs Act

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Certo, se si fossero fissati prima i servizi essenziali che devono essere assicurati ai disoccupati da tutte le agenzie del lavoro sarebbe stato più semplice recepire le novità negli accordi Stato-Regioni. Se vogliamo che tutti possano contribuire a creare una rete di servizi al lavoro efficace ed efficiente dobbiamo chiarire che i livelli di servizio base sono l'accoglienza e la registrazione di chi cerca nuova occupazione. Che occorre che vi sia una rete informativa unica nazionale. Che i servizi di definizione di un percorso personalizzato al fine di aumentare l'occupabilità dei singoli e l'inserimento lavorativo sono l'oggetto di "competizione" fra agenzie. Da qui una crescita collaborativa virtuosa e il campo in cui la valutazione la verifica dei costi standard permette un rating sui servizi offerti e una valutazione puntuale delle singole agenzie.

Riproporre invece la centralità dei Centri per l'impiego rinviando le altre scelte di fondo rischia di contraddire quanto affermato di recente dal ministro Poletti. Esemplificando la necessità di servizi sempre più personalizzati per valorizzare i talenti lavorativi di ogni singola persona, il ministro ha chiarito che non siamo più interessati a discussioni sulla scarpa più bella, ma cerchiamo di fare la scarpa migliore per il piede che abbiamo.

La re-ingegnerizzazione dei servizi al lavoro a misura di Jobs Act parte da qui. Centralità della persona è ripensare a servizi che tengono conto di tutte le aspettative, capacità e disponibilità di chi viene a cercare un'occupazione. I Centri per l'impiego e le Agenzie per il lavoro devono saper fare al meglio questo: non esistono per dare lavoro ai loro impiegati, ma a chi lo cerca.

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COMMENTI
15/11/2015 - commento (francesco taddei)

in germania, stato federale serio, esiste una sola agenzia del lavoro dipendente da un solo ministero. esistono competenze particolari che si possono lasciare alle dimensioni locali. esistono competenze che ci riguardano tutti insieme come popolo e vanno lasciate all'autorità nazionale. oggi l'italia è un paese spezzettato e agli italiani di un senso di comunità (viste le varie leghe, partitini linguistici, comunità autonome, tutte pronte a chiedere più soldi ma mai a dare un pezzo di sé per la nazione) non frega quasi nulla.