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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Esodati, il “metodo sbagliato” per la salvaguardia

IRENE TINAGLI non condivide il metodo con cui Boeri ha presentato le sue proposte di riforma delle pensioni. Tuttavia, i contenuti sono condivisibili, come nel caso degli esodati

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«Non condivido il metodo con cui il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha presentato le sue proposte sulla riforma delle pensioni. In questo modo si rischiano di bypassare tutte le regole base della nostra democrazia”. Lo evidenzia Irene Tinagli, onorevole passata al Pd dopo avere militato in Scelta civica e dal 13 marzo scorso membro della commissione Lavoro pubblico e privato alla Camera dei Deputati. Il presidente Boeri nei giorni scorsi ha pubblicato sul sito dell’Inps il testo “Non per cassa ma per equità”, strutturato in 16 articoli e 69 pagine, in cui si delineano alcune proposte per la riforma delle pensioni.

Onorevole Tinagli, lei è d’accordo con le proposte di Boeri? Le proposte di Boeri hanno fatto molto discutere più per il metodo che per i contenuti. Il metodo è stato assolutamente atipico e irrituale, ed è stato questo l’errore del presidente. Non ha fatto cioè una proposta, ma ha preparato un articolato di legge e lo ha messo sul sito dell’Inps. Si immagini che cosa sarebbe successo se Renzi avesse preso l’articolato, lo avesse trasformato in decreto e lo avesse fatto approvare dal Parlamento. In questo modo sarebbero state bypassate tutte le regole base della democrazia. Quello che ha irrigidito le posizioni è stato dunque il metodo.

Dal punto di vista dei contenuti invece come valuta il documento di Boeri? Dal punto di vista dei contenuti ci sono degli spunti molto utili e interessanti. In particolare, sono molto d’accordo sul fatto che la logica della salvaguardia come metodo per affrontare il tema degli esodati è sbagliata. L’idea di identificare delle categorie che di volta in volta siano esonerate tout court dall’applicazione della riforma ha creato solo caos e ingiustizie, finendo per tutelare persone che non ne avevano veramente bisogno.

Quali categorie sarebbe stato più urgente tutelare? Quelle che comprendono le persone davvero senza lavoro, senza pensioni e senza liquidazione. Sono queste le persone che si stanno cercando di tutelare con le ultime salvaguardie, e che in precedenza erano state totalmente ignorate. La maggior parte delle persone inserite nelle ultime salvaguardie sono estranee alla definizione originaria di esodati, ma oggettivamente hanno bisogno.

Di chi si tratta? Dei 55enni o 60enni disoccupati, licenziati o cui non è stato rinnovato il contratto a tempo determinato. Ma questi erano proprio i casi da cui bisognava partire. Il problema è che gli stessi sindacati hanno voluto partire dagli altri, cioè dalle categorie che avevano rappresentato, protetto, e per le quali erano stati fatti gli accordi con le aziende.

Il presidente Inps ha proposto di tagliare le pensioni più elevate. Come valuta questo punto?