BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015 / Le “asticelle” che penalizzano gli italiani (specie i lavoratori precoci)

FotoliaFotolia

Io speravo che ci si arrivasse già nel 2015, ma tutto è stato rimandato al 2016 e anzi al 2017 per quanto riguarda l’estensione della no tax area. Si dovrà comunque arrivare obbligatoriamente all’introduzione di una flessibilità strutturale, perché questa è la vera soluzione mentre le altre sono “toppe”.

Lei come realizzerebbe in concreto la flessibilità pensionistica? Bisogna stabilire una volta per tutte che si può andare in pensione prima, dai 61/62 ai 70 anni. Se ci sono dei coefficienti di penalizzazione superiori all’1,5% l’anno, una persona dovrà decidere se andare in pensione otto anni prima perdendo più del 10% della pensione. C’è un punto però che mi sembra ancora più decisivo in una riforma strutturale delle pensioni …

Quale? L’errore della riforma del 2011 consisteva nell’elevare contemporaneamente i parametri di anzianità e vecchiaia. Io non posso ancorare alla speranza di vita entrambi questi parametri, perché in questo modo continuo a spostare sempre più avanti le asticelle del traguardo, che è un’operazione crudele e tecnicamente errata. Uno di questi due parametri va fermato, e tendenzialmente va fermata l’anzianità. Una persona che ha lavorato 41 anni ha diritto di andare in pensione indipendentemente dalla sua età.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
08/09/2016 - Non per cassa ma per equità (cavazzani alessandro)

Non per cassa ma per esproprio, sarebbe il titolo corretto! Boeri è un cinico che sarebbe andato bene tra i poeti maledetti, ma qui è solo "narciso" che tutto farebbe pur di farsi amare?

 
08/09/2016 - Un banale articolo populista? (cavazzani alessandro)

Non sarebbe più semplice: Separare Assistenza da Previdenza Applicare il Montante Contributivo Due cose banali che certamente Boeri non vorrebbe!