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Lavoro

MANOVRA 2015/ Sud, gli incentivi "nocivi" per il lavoro

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Nel Mezzogiorno il problema principale è fare crescere la domanda di lavoro in termini assoluti. Per questo ci vogliono nuovi investimenti pubblici e privati. Per quanto riguarda i primi è indispensabile un piano di investimenti in infrastrutture. Non solo per operare una politica keynesiana di ripresa della domanda, ma anche perché il ritardo del Sud nella rete di trasporti e di telecomunicazioni merita un investimento per recuperare il tempo perduto. E se le regioni non fossero in grado di assicurare livelli di spesa compatibili con gli obiettivi, si attuino interventi sussidiari tramite agenzie nazionali, ma si accelerino i processi di investimenti.

Per quanto riguarda invece il ruolo dei privati, oltre al sostegno fiscale per le assunzioni servono politiche che rendano conveniente aprire sedi produttive nel Mezzogiorno. Contano i vantaggi fiscali, ma sono determinanti anche politiche contrattuali che puntino sulla produttività e una disintermediazione della Pubblica amministrazione ancora più decisa di quanto si sta operando sul piano nazionale.

Com'è evidente, nessuno dei soggetti può solo chiedere. Enti locali, imprenditori e forze sindacali devono incontrarsi assumendosi nuove responsabilità per perseguire un obiettivo importante come la crescita economica del Mezzogiorno. Ognuno per la sua quota di responsabilità sociale deve mettere in discussione abitudini consolidate che vivevano solo intorno a politiche redistributive, mentre vi è oggi la priorità di porsi obiettivi di crescita e poi di assicurare equità distributiva a partire dal lavoro. La politica, locale e nazionale, può favorire questo processo se si pone al servizio di quanto si mette in moto. Può favorire un nuovo clima sociale se sceglie di sostenere fiscalmente gli investimenti, se semplifica tutti i processi autorizzativi, se favorisce il reinvestimento dei profitti, se crea una rete di servizi al lavoro capace di affrontare i temi sociali attraverso nuova occupazione.

Se invece opera scelte diverse, se ritiene che l'esercizio del potere è nel controllo delle risorse esistenti e nella distribuzione clientelare si schiera con il vecchio blocco di potere del Mezzogiorno che ha bloccato processi di modernizzazione e di crescita economica. Che venga da destra o da sinistra sarebbe una scelta conservatrice che condannerebbe il Sud a un perenne periodo di sottosviluppo fatto di lavoro nero e sussidi sociali per campare.

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