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RIFORMA PENSIONI 2015/ Proietti (Uil): basta rinvii, il Governo approvi la flessibilità

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È una proposta che ci trova molto perplessi, perché significa che il lavoratore paga ancora una volta un prezzo al sistema previdenziale. Mentre sarebbe estremamente più efficace reintrodurre la flessibilità per tutti: è questa la via maestra per risolvere il problema. Tutte le altre soluzioni hanno elementi di criticità tali che non sono incentivanti per gli stessi lavoratori.

Per il ministro Poletti arriveremo alla flessibilità nel 2016. È un traguardo positivo? Esiste un problema di credibilità per quanto riguarda le affermazioni del governo. Per tutto il 2015 il presidente del consiglio e il ministro Poletti avevano detto che con questa legge di stabilità sarebbe stata introdotta la flessibilità, ma poi queste promesse sono state clamorosamente smentite. Quando ora Poletti dire che la farà nel 2016, ci chiediamo se gli dobbiamo credere.

Quindi che cosa intendete fare? Uil, Cisl e Cgil hanno deciso di riprendere con forza una grande iniziativa di proposte e di mobilitazione su questo tema. Il prossimo 17 dicembre terremo tre grandi manifestazioni nazionali a Torino, Firenze e Bari dove sottolineeremo la necessità di affrontare subito il tema della flessibilità in uscita. In base alle risposte che avremo da parte del governo, valuteremo come sviluppare questa azione.

In concreto com’è la flessibilità che chiedete? Bisogna introdurre un range tra 63 e 70 anni dentro al quale il lavoratore può scegliere quando accedere alla pensione. Questo risolverebbe il problema di esodati, lavori usuranti, quota 96 della scuola e in parte anche le questioni relative a Opzione Donna.

 

(Pietro Vernizzi)

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