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Riforma pensioni 2015/ Ultime notizie. Cazzola: vi spiego “l’imbroglio” di Boeri

Le news sulla riforma delle pensioni con le ultime novità riguardanti i temi previdenziali più caldi nel dibatitto. Come, per esempio, Opzione donna e salvaguardia degli esodati

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Giuliano Cazzola spiega i “trucchi” della proposta Boeri sulla riforma delle pensioni. Nelle sue punture di spillo sul sito di Formiche, il giuslavorista scrive che il piano del Presidente dell’Inps non è un ricalcolo delle pensioni retributive applicando il metodo contributivo. Si tratterebbe invece di mettere a confronto “il coefficiente di trasformazione ragguagliato all’età in cui il soggetto è andato in pensione con quello, in vigore a quel momento, per l’età legale. Sulla base della differenza si determinerebbe la percentuale del taglio da apportare in misura strutturale”. In sostanza, spiega Cazzola, sarebbe l’età del pensionamento e non i contributi versati a determinare l’entità della penalizzazione: “In parole povere, un maledetto imbroglio”.  Tito Boeri torna a parlare delle sue proposte di riforma delle pensioni. In audizione alla commissione Anagrafe tributaria ha in particolare spiegato di non aver “mai parlato di pensioni d’oro”, sottolineando che la flessibilità pensionistica da lui ipotizzata sarebbe finanziata con interventi a partire dagli assegni da 3.500 euro. Si tratterebbe, ha detto il Presidente dell’Inps, “di un piccolo contributo di solidarietà per consentire un’uscita flessibile”. 

Giorgia Meloni continua a chiedere un intervento sulle pensioni d’oro. E lo ha fatto anche all’Università di Bari, dove è stata chiamata a parlare in un convegno promosso da Azione universitaria cui ha partecipato anche il Governatore della Puglia, Michele Emiliano. La leader di Fratelli d’Italia è stata anche contestata da alcuni militanti dei collettivi vicini al gruppo “link rete della conoscenza”, riporta Il Corriere del Mezzogiorno. I due politici si sono scambiati reciproci appelli. E se Emiliano ha chiesto di riportare il Sud al centro del dibattito politico, la Meloni ha invitato il Pd a sostenere le misure a sostegno della maternità e la campagna contro le pensioni d’oro. 

Oltre che ai pensionati, il nuovo bonus da 80 euro per le forze dell’ordine non va giù nemmeno a Beppe Grillo, che sul suo blog evidenzia come il Governo continui a elargire questi bonus quando la situazione del Paese è grave. Riguardo ai pensionati, viene fatto notare che hanno anche loro ricevuto un bonus, che è stata in realtà una “presa in giro” dato che non gli è stato restituito quel che era loro dovuto per la mancata indicizzazione delle pensioni e “gli anziani sopravvivono con pensioni da fame”. Dunque per Beppe Grillo il Governo dovrebbe risparmiarsi i suoi bonus e approvare il reddito di cittadinanza, “che c’è in tutta Europa eccetto che in Grecia e in Italia”. 

Il bonus da 80 euro, come ha annunciato Matteo Renzi, sarà esteso a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine, indipendentemente dal loro reddito. Si tratta di una notizia che ad alcuni pensionati non è andata giù. È noto infatti che il beneficio fiscale ha riguardato solamente i lavoratori dipendenti, lasciando esclusi sia quelli autonomi che i percettori di pensione. In particolare per questi ultimi già lo scorso anno era stata ventilata l’approvazione di un provvedimento per farli rientrare nella platea dei beneficiari del bonus, ma non se n’è fatto poi nulla. I pensionati si attendavano quindi un intervento quest’anno, che però non è arrivato. La legge di stabilità contiene infatti il solo aumento della no tax area, dagli effetti inferiori rispetto a 80 euro in più al mese, e per di più a partire dal 2017. Ora dunque che ad altri lavoratori dipendenti viene dato il bonus, qualcuno si sente preso in giro.

Le lamentele non intendono certo sminuire l’importanza di politiche volte alla sicurezza o mettere in discussione il lavoro delle forze dell’ordine. Certo è che si è avuta un’altra dimostrazione delle scarse attenzioni che i pensionati ricevono dal Governo (considerando anche il “parziale rimborso” per le mancate indicizzazioni). Non bisogna poi dimenticare che l’aumento della no tax area sarebbe potuto essere anticipato al 2016 in caso di accoglimento della “clausola immigrazione” da parte dell’Ue. Tuttavia sembra che la flessibilità chiesta con tale clausola debba servire proprio a finanziare gli interventi su sicurezza e cultura appena annunciati dal Premier.

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