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IL CASO/ I corsi che "avvicinano" scuola e lavoro

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Le regioni che hanno rilanciato i corsi hanno invece colto due obiettivi: operare un impegno serio per contrastare l’abbandono scolastico che era a livelli preoccupanti in molte zone del Paese; rimettere in moto percorsi formativi per il recupero di professioni che pur avendo richiesta da parte delle imprese non trovavano nel sistema scolastico tradizionale nessun percorso dedicato.

Primo a livello nazionale è risultato il centro di formazione Galdus di Milano. Risulta in testa assieme alla Regione Lombardia, che è il territorio che ha portato il maggior numero di centri di formazione a superare il limite di punteggio minimo richiesto dal bando ministeriale.

Da qui due osservazioni di merito. Il sistema lombardo ha scommesso sulla libertà di scelta delle famiglie. I centri formativi accreditati contribuiscono a formare l’offerta formativa che si rinnova ogni anno. Sono le famiglie che ottengono il contributo allo studio che scelgono dove iscrivere i propri figli aiutati dalla trasparenza con cui i centri indicano l’efficacia degli inserimenti lavorativi ottenuti negli anni precedenti. Il modello lombardo non chiude peraltro ai tre anni i percorsi, ma per chi ha recuperato la disponibilità a frequentare la scuola permette di riprendere il percorso scolastico tradizionale pensando al 4° e 5° anno degli istituti tecnici superiori.

Galdus è una realtà con oltre 1.000 studenti nella sua sede principale. Ha corsi per cuochi, baristi, capisala, tecnici elettrici ed elettronici, informatica e informatica design, meccanici, orefici, frigoriferisti. Ogni corso vuole la collaborazione attiva con aziende del settore e con associazioni di imprese che contribuiscono a definire i contenuti tecnici dei corsi, fornire insegnanti o tutor per le aule e, dove necessari, i macchinari utili per la formazione. Già oggi i corsi offrono molte occasioni di stages lavorativi dove applicare quanto appreso nei laboratori scolastici. La possibilità di operare dal terzo anno attraverso il sistema duale, quindi con una consistente quota di formazione “on the job,” è lo sviluppo naturale per un’esperienza da sempre caratterizzata dal desiderio di riportare alla passione per la conoscenza attraverso la scoperta della sua utilità nella professione scelta.

Sono due best practice, quella della Regione con il modello più efficace, e quello di una scuola che può essere di esempio per una nuova alleanza scuola-lavoro.

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