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Lavoro

I NUMERI/ Le sfortune dei laureati

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Viene il dubbio che, probabilmente, il Ministro Poletti non avesse letto questi dati quando, pochi giorni fa, ha sostenuto che laurearsi, in Italia, con 110 e lode a 28 anni non serve a un fico e che, alla fine, sia meglio prendere 97 a 21 anni. Sembra, infatti, che i pericolosi gufi dell’Ocse ci ricordino come il problema sia, ahimè, più ampio e complesso.

Probabilmente, ancora dopo quasi 40 anni, non aveva, insomma, ragione la madre di quell’illustre emiliano, molto amato dal Premier, per cui, almeno in Italia, un laureato vale più di un cantante.

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