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Riforma pensioni 2015 / Su Opzione donna e flessibilità le modifiche per aiutare le italiane (e anche gli uomini)

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Il dato positivo è il fatto di confermare la legge 243/2004 chiamata Opzione Donna per chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre 2015. Resta però un problema aperto, su cui intendiamo intervenire con un emendamento, che riguarda le donne che compiono gli anni tra l’1 ottobre e il 31 dicembre. La legge 243 dice che il governo dovrà verificarne i risultati al fine di una sua eventuale prosecuzione. Mi auguro che si possa quindi riproporre per il futuro.

Meglio attuare il ddl Damiano o estendere Opzione Donna anche agli uomini? La proposta migliore è l’uscita anticipata a 62 anni con penalizzazioni, perché consente comunque di uscire a un’età anticipata nonché una perdita ridotta rispetto all’entità della pensione. Lo stesso presidente dell’Inps ha fatto alcune riflessioni sul possibile risparmio che deriverebbe da un calcolo interamente contributivo di tutte le pensioni, ma questo produrrebbe un problema di impoverimento molto alto.

Che cos’altro propone sul piano delle pensioni? Nella proposta che noi facciamo per la flessibilità abbiamo anche inserito una forma di riconoscimento specifico per il lavoro di cura delle donne. Chiediamo che alle donne sia comunque riconosciuta la possibilità di andare in pensione prima, chiedendo uno sconto sull’età perché sulle donne grava ancora il carico sia del lavoro domestico sia di quello di cura. È questo il motivo per cui le donne fanno maggiore fatica ad arrivare a 41 anni di contributi.

 

(Pietro Vernizzi)

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