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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ News. Opzione donna: le italiane nate nell'ultimo trimestre restano escluse?

Le news sulla riforma delle pensioni, con le ultime notizie riguardanti i temi previdenziali più caldi nel dibattito, come Opzione donna e settima salvaguardia degli esodati

Pier Carlo Padoan, Ministro dell'EconomiaPier Carlo Padoan, Ministro dell'Economia

Oggi è arrivato un emendamento importante in tema previdenziale alla Legge di stabilità: quello riguardante il "contatore" di Opzione donna. In pratica, le risorse stanziate, se non utilizzate, serviranno a interventi "con finalità analoghe". Tuttavia resta una domanda: le donne nate nell'ultimo trimestre del 1957 o del 1958 possono o no accedere a Opzione donna quest'anno, dato che nel testo della manovra il requisito anagrafico era fissato in 57 anni e 3 mesi (o 58 anni e 3 mesi nel caso di lavoratrici autonome)? I casi sono due: o le "escluse" dovranno sperare che avanzino dei soldi l'anno prossimo e trovare "tutela" grazie al "contatore"; oppure il Governo dovrà correggere il testo della manovra togliendo i 3 mesi dai requisiti anagrafici. Per ora sembra che purtroppo ci si trovi nel primo caso. E questo vuole dire che ci sono italiane che dovrebbe poter aspettare fino al prossimo settembre per sapere se potranno accedere o meno a Opzione donna.

Tito Boeri chiede che venga mantenuto il limite del pagamento in contanti delle pensioni agli attuali 1.000 euro. Il Presidente dell’Inps lo ha detto durante un’audizione alla Camera, dove sta completando il suo iter parlamentare la Legge di stabilità, che tra le altre misure contiene anche quella che innalza il tetto per l’uso dei contanti a 3.000 euro. La richiesta di Boeri è dettata dal fatto che il pagamento delle pensioni tramite bonifico bancario ha permesso all’Inps un risparmio che rischierebbe di essere “vanificato”. Inoltre, per Boeri con più contanti in mano i pensionati anziani rischiano di essere più esposti a furti o truffe di cui la cronaca non manca di segnalare casi. Per Cesare Damiano non ci sono dubbi: la proroga di Opzione donna si farà. Il Presidente della commissione Lavoro della Camera è pronto a scommettere che le risorse stanziate (2,5 miliardi) siano sovrastimate e che quindi ci saranno risparmi “che rimarranno per interventi a fine previdenziali e per la prosecuzione della sperimentazione Opzione donna”. Del resto, ha ricordato Damiano, una cosa analoga è già avvenuta con gli esodati. Il testo dell’emendamento sembra tuttavia contenere la facoltà di utilizzare i risparmi per “interventi con finalità analoghe”. Non quindi per forza Opzione donna. 

Ancora non è chiaro se il provvedimento su Opzione donna in Legge di stabilità subirà delle modifiche. È stato infatti presentato un emendamento, da parte dei relatori Fabio Melilli e Paolo Tancredi, per far sì che vi sia un monitoraggio sulla spesa dei fondi stanziati, in modo che eventuali risparmi servano alla proroga oltre il 31 dicembre 2015. Non è ben chiaro, quindi, cosa accadrà alle donne nate nell’ultimo trimestre del 1957 o del 1958, attualmente impossibilitate ad accedere a Opzione donna. Dovranno attendere l’anno prossimo per sapere se ci sono risorse anche per loro? Secondo quanto scritto da Il Sole 24 Ore oggi parrebbe di sì.

La scelta del Governo di aumentare la no tax area dei pensionati già dal 2016 sembra non soddisfare tutti. Almeno non Forza Italia. Giovanni Toti, Presidente della Liguria, ha infatti segnalato quanto sia importante estendere il bonus da 80 euro anche ai pensionati. Stessa cosa hanno chiesto i suoi colleghi di partito alla Camera. Ma non solo. I deputati azzurri chiedono infatti che l’esecutivo restituisca tutti i soldi che deve ai pensionati per il blocco delle indicizzazioni varato nel 2011 e dichiarato incostituzionale, oltre che aumentare le pensioni minime a 800 euro al mese e varare la salvaguardia per i lavoratori “Quota 96” del settore scolastico. 

Le prime decisioni del Governo sul fronte pensioni nella Legge di stabilità sembrano soddisfare i sindacati. Dopo la Cgil, anche l’Ugl accoglie infatti con favore la scelta di aumentare già dal 2016 la no tax area per i pensionati. Il dirigente confederale Nazzareno Mollicone segnala in ogni caso in una nota che “restano ancora troppi i nodi che il Governo non ha voluto affrontare in materia previdenziale: la questione dell'adeguamento annuo delle pensioni, l'assenza di interventi per una maggiore flessibilità in uscita che superi le rigidità delle attuali regole, la mancata proroga dell'opzione donna che consentirebbe alle lavoratrici con determinati requisiti di andare in pensione entro il 31 dicembre di quest'anno, la tutela degli esodati e infine, ma non ultima, quella della salvaguardia della quota 96 per il personale della scuola che, pur avendo maturato il diritto alla pensione, non può esercitarlo”. 

Sono giorni particolarmente importanti questi per la definizione della Legge di Stabilità ormai giunta nel suo rush finale. Il Governo presieduto dal Primo Ministro Matteo Renzi, ha completato le ultime modifiche per il testo di legge e nelle prossime ore è pronto a presentare la Legge alla Camera dei Deputati. Tra le modifiche annunciate non c'è dubbio che la più interessante ed apprezzata è quella relativa all'allargamento della No Tax Area, che per i pensionati passa da 7750 euro ad 8 mila euro il che allarga la platea di beneficiari a ben sei milioni. Questa decisione può essere letta come una importante vittoria della minoranza del Partito Democratico che tuttavia si è vista accogliere anche la richiesta di prorogare la disoccupazione per i collaboratori (la cd. diss-coll parasubordinati ) fino al 2017. Non ci sono ancora novità, invece, per altri tre importanti tasselli come l'opzione donna, la settima salvaguardia esodati ed in ottica flessibilità in uscita. Non resta quindi, per gli interessati, che attendere con tanta fiducia.

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