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RIFORMA PENSIONI 2015/ La "strada" per avere un assegno dopo 20 anni di contributi

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Abbiamo avuto le pensioni d’oro, anche perché si guadagnava tanto e c’era interesse a rimanere il più possibile al lavoro. Dall’altra ci sono pensioni misere di anziani che non avevano più la voglia e la forza di lavorare, e poi si sono trovati una pensione insoddisfacente. E’ una dicotomia che va superata. Dobbiamo cercare di creare una società che si organizzi a seconda delle fasce d’età e delle capacità professionali.

 

La platea degli esodati è andata ampliandosi nel tempo. Come risolvere il problema una volta per tutte?

La via maestra per uscirne è la flessibilità: uno va in pensione quando vuole. Gli esodati del resto sono quelli che non hanno avuto neanche una penalizzazione.

 

La flessibilità che propone lei non rischia di fare sì che ci siano milioni di persone con 200-300 euro al mese di pensione?

Questo è vero, ma dipende dal livello dei salari. Sono state fatte politiche salariali e di precarizzazione esasperata del lavoro che hanno portato a questo risultato. Se continuiamo a insistere sul fatto che tutte queste persone rimangano oltre ogni ragionevole termine per avere 100 euro in più di pensione, non si tratta di una soluzione ottimale. Il problema è nello stesso tempo di carattere finanziario e sociale. Non possiamo aggravare il problema sociale per risolvere il problema finanziario, ma non possiamo fare neanche il contrario: dobbiamo individuare una rotta che sia sostenibile.

 

(Pietro Vernizzi)

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