BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015 / News. Lavoratori precoci, Quota 96 e Quindicenni ancora senza risposte

Le news sulla riforma delle pensioni, con tutte le novità riguardanti i temi previdenziali più caldi nel dibattito, come Opzione donna e settima salvaguardia degli esodati

Susanna CamussoSusanna Camusso

Le misure previdenziali in Legge di stabilità stanno per il momento lasciando fuori da qualsiasi intervento alcune categorie che attendono da tempo una riforma delle pensioni: i “quindicenni”, i “Quota 96” e i lavoratori precoci. Sono state diverse le proposte di legge per cercare di risolvere il loro problema da quando la Legge Fornero ha rivelato tutte le sue criticità. Tuttavia non si è riusciti ancora a portare a casa un risultato concreto e tangibile. Forse si potrà fare qualcosa nel momento in cui il Governo deciderà di mantenere la propria promessa sull’introduzione della flessibilità pensionistica, slittata ora all’inizio del 2016. Molti degli interessati sono però sfiduciati e quasi rassegnati. Del resto anche il problema degli esodati, nonostante la settima salvaguardia appena approvata, non è ancora totalmente risolto.

Antonella Incerti non ha dubbi: occorre lavorare già per un’ottava salvaguardia degli esodati. La deputata del Pd riconosce che in tema di pensioni qualcosa è stato fatto con la Legge di stabilità. Tuttavia la settima salvaguardia non sarà sufficiente a tutelare tutti gli aventi diritto. E gli emendamenti che miravano ad ampliare la platea (firmati tra l’altro dalla stessa Incerti) sono stati bocciati. Dunque occorre già mettersi al lavoro per un nuovo provvedimento, che potrebbe forse rientrare nella flessibilità pensionistica promessa dal Governo Renzi per l’inizio del 2016. Vedremo cosa accadrà su questo fronte che riguarda diverse migliaia di persone. 

Dopo la lunga maratona in commissione Bilancio, la Legge di stabilità continua il suo iter alla Camera dei deputati. Dunque le novità sulle pensioni non sono ancora “tecnicamente” approvate. I giorni di attesa, cominciati la scorsa settimana, sono di fatto serviti a far pervenire gli emendamenti da parte del Governo, dopo un confronto non breve con i deputati. Ora tutta la Legge di stabilità è passata all’esame dell’aula e c’è ancora la possibilità che degli emendamenti vengano aggiunti o stralciati. I lavori, cominciati questa mattina, potrebbero andare avanti anche nella giornata di domani. Dopo l’approvazione della Camera, poi, la manovra dovrà tornare al Senato per la terza lettura. Visti i tempi molto ristretti prima della fine dell’anno, è presumibile che si farà in modo di “blindare” il testo a palazzo Madama. 

Niente busta arancione in arrivo per gli italiani, tranne che per 150mila “fortunati”. La piccola riforma che avrebbe permesso di far conoscere ai cittadini l’importo del loro assegno mensile si è già arenata. Tito Boeri ritiene che tutto questo sia molto grave. “Noi non abbiamo oggi la possibilità di poter mandare a casa a coloro che non hanno preso il pin, la famosa busta arancione se non in quantitativi del tutto al di sotto delle necessità. Ritengo sia un fatto molto grave, perché questo era un diritto che gli italiani avevano fin da quando sono state cambiate le regole pensionistiche nel ‘96”. Il problema sta tutto nei fondi per le spedizioni che non sono stati sbloccati con la Legge di stabilità. Il Presidente dell’Inps ha quindi invitato gli italiani a fare la simulazione sul sito dell’Istituto in attesa che si trovi la soluzione per far arrivare a tutti la busta arancione.

Il Parlamento in queste ore ha dovuto affrontare l’annosa questione relativo al fallimento delle quattro banche con la relativa mozione di sfiducia presentata dal Movimento Cinque Stelle con l’appoggio della Lega Nord nei riguardi del Ministro Maria Elena Boschi. Tuttavia i fari dell’opinione pubblico sono anche puntati sulla questione pensioni con il mancato inserimento di norme in ottica flessibilità in questa legge di stabilità. Una situazione che continua a non piacere ai sindacati che nel corso dell’ultima grande manifestazione hanno sottolineato come quello della flessibilità in uscita sia un tema molto importante e strettamente legato al mondo del lavoro in quanto non permette ai giovani di avervi accesso. La segretaria nazionale della CGIL, Susanna Camusso, ha evidenziato come la protesta sindacale andrà avanti: “Noi continuiamo perché pensiamo che il Governo sbagli a non affrontare la riforma delle pensioni, perché così facendo continua ad aumentare la disoccupazione giovanile”. Probabile quindi che ci siano nuove manifestazioni nelle prossime settimane.

© Riproduzione Riservata.