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Lavoro

I NUMERI/ I "suggerimenti" per migliorare Garanzia Giovani

Giuliano Poletti (Infophoto)Giuliano Poletti (Infophoto)

Attraverso tale suggerimento, risulta palese che il sottoscritto è d’accordo con il Ministro sul prolungamento della Garanzia Giovani, addirittura nel trasformare questo programma in un modello “strutturale” costante nel tempo, ma usando in modo diverso la stessa dotazione economica, garantendone la “tracciabilità” e soprattutto riducendo le risorse in attività formative. Nei confronti di quest’ultima voce di spesa è forse utile citare il lavoro di Marco Caliendo e Ricarda Schmidl, Youth Unemployment and Active Labor Market Policies in Europe (2015), dove attraverso un lavoro di meta-analisi si confrontano valutazioni empiriche sull’efficacia della formazione professionale di breve o lungo periodo nel collocare i giovani disoccupati realizzata in tutta Europa. I risultati sono nella quasi totalità negativi o in prevalenza nulli, ovvero aver erogato formazione professionale (da non confondere con i programmi formativi di acquisizione del diploma professionale) non serve assolutamente a nulla. In altri termini, investire in formazione professionale per ridurre la disoccupazione dei giovani significa pagare solo i formatori e buttare i soldi dalla finestra.

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