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I NUMERI/ I "suggerimenti" per migliorare Garanzia Giovani

Giuliano Poletti vorrebbe che venisse prorogata Garanzia Giovani. Tuttavia, ricorda FRANCESCO GIUBILEO, servono delle modifiche per evitare un nuovo flop del programma

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

L’Italia ha ribadito ”la richiesta di confermare e stabilizzare il programma Garanzia Giovani”. A dirlo è stato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti al termine della riunione tenuta il 7 dicembre, nell’ambito del Consiglio occupazione dell’Unione europea. Il Ministro ha anche detto che il programma “da noi ha ottenuto risultati positivi e importanti”. Vediamo di dare subito alcuni dati su Garanzia Giovani: al momento le “adesioni” sono state 998.386, di queste 558.580 sono le prese in carico, mentre il numero di posti di lavoro disponibili sono 90.188 (vedi nella Tabella 1 a fondo pagina la tipologia contrattuale delle opportunità di lavoro offerte).

Non riesco proprio a comprendere come le 900 mila adesioni o le 500 mila prese in carico possano rappresentare un successo (bastava un censimento Istat e non si spendeva un miliardo e mezzo di euro), mentre a mio giudizio sono la palese dimostrazione, date l’esigue opportunità di lavoro offerte, della totale inefficacia del programma. Già in altre occasioni avevo evidenziato come la copertura economica dello strumento fosse del tutto insufficiente e, soprattutto, che la Garanzia Giovani, in assenza di un adeguato meccanismo comunitario di stimolo alla domanda di lavoro (e in generale dell’economia), rischia di risultare del tutto inutile.

Inoltre, emergono molti dubbi in merito alle opportunità offerte, come mostrato da diversi contributi di Adapt: gli annunci di “tirocini” nascondono palesemente attività occupazionali che poco hanno a che fare con lo spirito dello strumento, ma prefigurano essenzialmente annunci per profili occupazionali già in possesso di competenze ed esperienza, nei fatti lavori subordinati mascherati da “stage”. Emerge soprattutto uno “scarsissimo” se non “inesistente” controllo delle opportunità di lavoro caricate sul sito “ClickLavoro”, più interessato alla quantità che non alla qualità del lavoro offerto. I soldi impegnati in questa voce di spesa sono oltre 200 milioni di euro, senza escludere che il tirocinio causa anche numerosi effetti “spiazzamento”: l’impresa invece di assumere una persona con contratti a “progetto” o a tempo determinato, preferisce un “tirocinio” che in buona parte non deve neppure pagare.

Nelle offerte proposte emergono non poche perplessità anche in merito ai contratti a tempo determinato, con il sospetto che in molti casi si tratti semplicemente di un “riclico” delle opportunità offerte dalle principali Agenzie private del lavoro, che avrebbero comunque realizzato quell’occupazione, ma hanno inserito il giovane in Garanzia Giovani, per accaparrarsi il premio di inserimento occupazionale (è il classico comportamento opportunistico di manipolazione dei risultati, noto all’estero come effetto gaming). Analoghe considerazioni nascono per i contratti a tempo indeterminato, dove Garanzia Giovani permetteva il “cumulo” con la decontribuzione fiscale prevista dalla Legge di stabilità 2015: qui il rischio palese di aver pagato un “sacco” di soldi inutilmente (circa 11 mila euro per singolo collocamento) è molto alto. In valutazione delle politiche del lavoro si chiama effetto “peso-morto”: quelle collocazioni si ottenevano nello stesso modo, anche senza incentivi.