BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

Riforma pensioni 2015/ Proietti (Uil): via dal lavoro a 62 anni per risolvere i problemi degli italiani

Una riforma delle pensioni con la flessibilità dai 62 anni di età in poi, spiega DOMENICO PROIETTI, consentirebbe di risolvere i problemi di tante diverse categorie

Domenico ProiettiDomenico Proietti

«L’introduzione della flessibilità pensionistica dai 62 anni di età in poi consentirebbe di risolvere i problemi sulle pensioni che la legge Fornero ha creato per categorie molto diverse tra loro quali donne, esodati e lavoratori precoci». Lo afferma Domenico Proietti, segretario confederale Uil con delega alle politiche previdenziali. La legge di stabilità approvata martedì dal Senato introduce di fatto riguardo le pensioni una settima salvaguardia per gli esodati, che non è però onnicomprensiva, estende Opzione Donna fino al 30 settembre e anticipa al 2016 l’estensione della No Tax Area per i pensionati fino a 8mila euro.

Proietti, come valuta le risposte che la legge di stabilità dà in tema di pensioni? Il governo aveva promesso di reintrodurre la flessibilità pensionistica ma non ha rispettato gli impegni. Questo è un errore gravissimo, perché continua a penalizzare i lavoratori e le lavoratrici, e contemporaneamente non favorisce il turn-over nel mercato del lavoro. Noi contrastiamo questa scelta del governo. Il 17 dicembre Uil, Cgil e Cisl hanno organizzato tre grandi manifestazioni a Firenze, Torino e Bari nelle quali abbiamo presentato le nostre proposte.

In che cosa consistono queste proposte? Noi proponiamo di pensare a come valorizzare le future pensioni dei giovani attraverso l’introduzione di una contribuzione figurativa nel periodo in cui questi ultimi sono stati senza lavoro a causa del passaggio da un contratto precario a un altro contratto a tempo determinato. Occorre un intervento di solidarietà nei confronti di questi lavoratori. L’introduzione della flessibilità a 62 anni permetterebbe di risolvere tanti problemi, perché darebbe la possibilità di ritirarsi dal lavoro quando ci sono le condizioni per poterlo fare.

Che cosa si può fare per le donne che non raggiungono gli anni di contributi necessari?

Le lavoratrici sono state fortemente penalizzate dalla legge Fornero, in quanto l’età pensionabile è stata alzata fino a sette anni. Nella realtà italiana le donne si fanno carico di molti lavori di cura, e quindi bisognerebbe prevedere anche una copertura figurativa dei congedi parentali e del riscatto della laurea, che in molti casi adesso non si possono sommare.

A che punto siamo per quanto riguarda Quota 96 della scuola?

È un problema che il governo deve ancora risolvere, e si tratta di uno degli errori più grossolani commessi con la legge Fornero in quanto si è ignorato che nella scuola l’anno non finisce il 31 dicembre. Riteniamo quindi che su questo ci debba essere un’iniziativa forte del governo e del Parlamento.

Voi proponete soluzioni ad hoc per esodati, lavori usuranti e Quota 96, o ritenete che la flessibilità sia il modo giusto per rispondere a tutti quanti?