BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI 2015/ Gnecchi (Pd): 2016, ecco cosa fare per esodati, donne e lavoratori precoci

Una protesta degli esodati Una protesta degli esodati

Perché abbiamo perso due anni. Con le risorse da 11 miliardi e 660 milioni che già avevamo nel fondo a dicembre 2013, l’ultimo miliardo aggiuntivo è stato quello messo a disposizione della quinta salvaguardia con la legge di stabilità del governo Letta.

 

Quali sono le sue proposte per i lavoratori precoci, quelli cioè che hanno iniziato a lavorare da 15 o 16 anni?

Nella proposta 857 abbiamo previsto anche la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza penalizzazioni né limiti di età, e quindi anche prima dei 62 anni di età.

 

Si dice spesso che bisogna ridurre la spesa pubblica. Tutte queste proposte non rischiano di farla lievitare?

Se dessimo lavoro ai giovani il Pil aumenterebbe. Bisogna scegliere qual è l’obiettivo primario: io ritengo che in questo momento sia combattere la disoccupazione giovanile, e che per poter dare lavoro ai giovani occorra mandare in pensione i meno giovani. Altrimenti gli 8.060 euro di incentivi per chi assume a tempo indeterminato diventano inutili. Fino a quando i posti sono occupati dagli anziani, i giovani non possono entrare nel mondo del lavoro.

 

La correlazione lavoro-pensioni è così diretta?

Un anziano costa di più, e quindi l’azienda ha tutto l’interesse a farlo andare in pensione. I giovani costano di meno, e per di più c’è l’incentivo all’assunzione. E’ quindi evidente che mandando in pensione gli anziani si creano automaticamente dei posti di lavoro per i giovani.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.