BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI 2015 / Ultime notizie: tredicesime per 20 miliardi di euro ai pensionati (oggi, 7 dicembre)

Vediamo le news sulla riforma delle pensioni, con le ultime novità riguardanti i temi previdenziali più caldi del dibattito, come Opzione donna e settima salvaguardia degli esodati

pensioni (Infophoto) pensioni (Infophoto)

La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha calcolato gli importi che gli italiani riceveranno quest’anno con la tredicesima. In tutto 35 milioni di persone, tra lavoratori dipendenti e pensionati, riceveranno più di 51 miliardi di euro. Focalizzandoci sui pensionati, i dati dicono che quelli del settore privato avranno circa 14,9 miliardi di euro, mentre quelli pubblici quasi 5 miliardi. Le pensioni che avranno la mensilità aggiuntiva sono oltre 20,8 milioni e andranno complessivamente a oltre 16 milioni di pensionati. I calcoli arrivano anche a prevedere che le tredicesime (in generale, non solo per i pensionati) verranno utilizzate nel 45% dei casi per comprare regali o in spese per le feste, nel 25% in viaggi e nel 30% in risparmio e pagamento debiti pregressi.  C’è attesa da parte di molti italiani per sapere se i provvedimenti previdenziali contenuti nella Legge di stabilità subiranno delle modifiche durante l’iter parlamentare. La commissione Bilancio della Camera riprenderà l’esame degli emendamenti mercoledì mattina, ma maggioranza e Governo lavoreranno anche domani per esaminare e dare pareri su di essi. Francesco Boccia, Presidente della Commissione, ha detto che sabato sarà presente il ministro Padoan e che tra mercoledì sera e giovedì mattina arriveranno gli emendamenti dell’esecutivo. 

Uno dei parlamentari più attivi per migliorare i provvedimenti previdenziali della Legge di stabilità è certamente Cesare Damiano. Il Presidente della commissione Lavoro della Camera dalle pagine de L’Unità ha in particolare evidenziato alcune proposte che verranno portate avanti nei prossimi giorni. Su Opzione donna, oltre all’eliminazione dell’aumento del requisito anagrafico di tre mesi, l’idea è quella di chiedere un monitoraggio sull’uso effettivo di questo strumento, in modo che gli eventuali risparmi possano essere usati per altri provvedimenti previdenziali. Per le donne si chiede poi di cumulare il riscatto della laurea con i periodi di maternità. Inoltre, Damiano promette battaglia sull’aumento della no tax area per i pensionati già dal 2016, anno in cui si punta anche a far approvare la flessibilità pensionistica promessa dal Governo. 

Piercamillo Falasca, economista e direttore di Strade, ha parlato di riforma delle pensioni in un’intervista a Giornalettismo. La sua  considerazione iniziale è che i giovani stanno pagando in tasse e contributi molto più di quanto riceveranno, “mentre oggi i pensionati ricevono mediamente più di quanto hanno versato nel corso della loro vita lavorativa. È davvero il caso di rivedere l’importo delle pensioni più elevate”. Per Falasca occorre in particolare ricalcolare gli assegni più elevati con il metodo contributivo. 

Non sembrano esserci buone notizie per gli esodati italiani. A quanto riporta il sito Pensionioggi.it, nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra le Rete dei Comitati degli esodati e alcuni tecnici del ministero del Lavoro. Pare che non ci siano spazi per un allargamento della settima salvaguardia contenuta nella Legge di stabilità. Come noto, la Rete contesta il fatto che ben 23.000 persone resterebbero prive di tutela, ma pare che per i tecnici la cifra non possa essere considerata reale né certa dato che deriva da estrapolazioni statistiche. A questo punto si comincia già a parlare di ottava salvaguardia, anche se non sarà facile arrivarci, dato che la settima viene considerata dal Governo come l’ultima e definitiva per risolvere il problema degli esodati.

Gli esodati non si arrendono. La Rete dei comitati ha infatti inviato un nuovo appello ai parlamentari per cercare di arrivare a una soluzione definitiva, quattro anni dopo la Legge Fornero, per gli italiani ancora sprovvisti di salvaguardia e quindi lontani dalla pensione e senza lavoro. In particolare, la Rete torna a battere su un tema che le è caro, ovvero le risorse dei Fondi degli esodati. Nell’appello, si ricorda che i risparmi derivanti dalle sei salvaguardie finora approvate sarebbero stati utilizzati per quanti ancora erano “scoperti”, circa 49.500 persone, secondo calcoli certificati dal Governo e dal Parlamento. Tuttavia, è la denuncia degli esodati, con la Legge di stabilità l’esecutivo sta sottraendo un miliardo di euro, circa un terzo del totale complessivo, da questo fondo. Come se non bastasse, “è bene ricordare che il Governo aveva assicurato, davanti a ben 4 Commissioni riunite del Parlamento, la soluzione definitiva alla questione esodati, ma non sta affatto onorando gli impegni poiché ad oggi oltre 23.000 di essi resterebbero ancora non salvaguardati”, scrive la Rete.

A questo punto arriva l’appello ai parlamentari, affinché si adoperino per una vera salvaguardia definitiva di tutti gli aventi diritto e per il pieno ripristino del fondo, di modo che le risorse possano essere utilizzate per lo scopo cui erano state finalizzate. “In caso contrario - conclude l’appello - gli esodati, che non saranno salvaguardati ora e le loro famiglie, saranno condannate all’indigenza da questo Parlamento e da questo Stato Italiano che li avrà traditi.. e traditi due volte!”.

© Riproduzione Riservata.