BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma Pensioni 2015 / Ecco come ogni italiano può far più "ricca" la propria pensione

Infophoto Infophoto

Certamente il Tfr in busta paga dà un segnale contrario, ma non impedisce comunque di destinarlo alla previdenza complementare. Una volta incassato il Tfr, il lavoratore può metterlo in un fondo di previdenza integrativa individuale.

 

Di che cosa ha bisogno il nostro sistema previdenziale?

Occorre una grande operazione culturale. La previdenza complementare è un’esigenza imprescindibile per chi fa una pianificazione intelligente del proprio futuro. Vanno quindi informati i cittadini sulle opportunità e sull’importanza di questo strumento.

 

A chi spetta questo compito di informare i cittadini?

È un’operazione che spetta a tutte le parti coinvolte, quali governo, sindacati e media. Ciò che occorre è una campagna di buona informazione su questi temi che molto spesso sono trascurati.

 

Nell’ottica di un lavoratore con uno stipendio medio-basso, perché la previdenza complementare è un’opportunità?

Gli italiani risparmiano tutto quello che riescono a trattenere dalle spese correnti. In Italia c’è una forte quota di risparmio privato, che però spesso è investito male e con rendimenti bassissimi, di gran lunga inferiori a quelli che potrebbero dare i fondi di previdenza. Anziché tenere i soldi in banca, sotto il materasso o in Bot che rendono lo zero virgola, è meglio preoccuparsi del proprio futuro.

 

Sono più convenienti i fondi di previdenza o azioni e obbligazioni?

Quello in azioni è un investimento adatto a chi ha una propensione al rischio elevata. L’investimento in fondi di previdenza garantisce dei rendimenti che non sono tipici dei fondi speculativi, ma che sono costanti. In media i rendimenti dei fondi pensione sono superiori ad altre forme di investimento che fanno i privati individualmente, e certamente sono sicuri sotto il profilo del rischio.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.