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Lavoro

Riforma Pensioni 2015/ I numeri che rendono "conveniente" abolire la legge Fornero

Elsa Fornero (Infophoto)Elsa Fornero (Infophoto)

Non dico questo. Ciò che non condivido è che attraverso la flessibilità in uscita si invoglino persone che hanno già 35 anni di contributi alle spalle ad andare in pensione due o tre anni prima, per poi pentirsene perché si troveranno con un assegno decurtato di 150, 200 o persino 300 euro al mese. Il sistema pensionistico italiano ormai è allo stremo delle sue forze e non riesce più a garantire pensioni dignitose di un certo livello.

 

Quale dovrebbe essere la priorità?

La priorità è aiutare chi vive con una pensione minima, perché è del tutto evidente che con 486 euro al mese non si campa in modo dignitoso. Dopo di che potremo parlare anche di flessibilità in uscita.

 

Quali delle diverse proposte sul tavolo predilige?

La mia proposta è quella di creare un sistema di mobilità all’interno del mercato del lavoro per cui oltre una certa età si continua a lavorare part-time. In questo modo si consente l’assunzione di giovani o anche meno giovani che andranno a sostituire il lavoratore anziano quando questo andrà in pensione. Ricordiamoci che in Italia non si va in pensione prima dei 66/67 anni. Ciò che è indispensabile è che il ministro Poletti vada a incidere pesantemente sulla riforma Fornero.

 

In che modo è possibile incidere sulla legge Fornero?

Abrogandola, proponendo una controriforma e trovando le coperture necessarie.

 

In questo modo non si ritornerebbe in parte al sistema retributivo che prima criticava?

Bisognerebbe vedere quale sarebbe la “controriforma” che andrebbe a sostituire la legge Fornero. Dal 2012 a oggi la riforma voluta dal governo Monti ha ottenuto risparmi pari a 67 miliardi, ma le coperture per abrogarla sarebbero pari a 47/48 miliardi, come certificato da Ragioneria di Stato e Inps e previsto dalla proposta di legge 224 presentata dalle minoranze per abrogare la legge stessa. Questa somma, necessaria a “bonificare” tutte le situazioni drammatiche create dalla riforma Fornero, dà la cifra di quanto poco questa legge abbia effettivamente migliorato la situazione dei conti pubblici.

 

(Pietro Vernizzi)

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