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Lavoro

Riforma Pensioni 2015/ La priorità che Poletti non vede

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La conseguenza è stata che tutte le riforme previdenziali della storia recente hanno condannato le generazioni più giovani a pagare per un vantaggio di quelle più anziane. Solo la legge Fornero è andata in qualche modo in controtendenza. Le persone nate a partire dal 1952 dovranno lavorare due o tre anni in più, e andare in pensione a 67 anni. Ma le nuove generazioni, quelle che oggi hanno tra i 20 e i 40 anni, andranno tutte in pensione non prima di 70 anni. Nei prossimi anni ci sarà quindi tutta una serie di problemi legati a una bassa natalità, a un numero sempre più alto di pensioni e a una spesa previdenziale che negli anni dovrà essere continuamente corretta in modo da reggere nel medio periodo.

 

(Pietro Vernizzi)

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